Dicembre 2, 2022
Indice di criminalità: Milano di nuovo in testa seguita da Rimini

Indice di criminalità: Milano di nuovo in testa seguita da Rimini

L’Aquila, Pordenone e Oristano le città più “sicure”. Segnali di allarme da Isernia e Piacenza. In generale i reati sono in calo in tutta Italia ma non sul web

E’Milano la città meno sicura d’Italia.

Lo rivela lo studio pubblicato dal Sole 24 Ore che ha analizzati i dati estratti dalla banca dati interforze dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno .
Al capoluogo lombardo va la maglia nera anche quest’anno confermandosi il territorio con più furti rilevati ogni 100mila abitanti, in particolare nei negozi e nelle auto in sosta. La città metropolitana è anche settima per denunce di violenze sessuali, seconda per rapine in pubblica via e terza per associazioni per delinquere.

“Abbiamo riscontrato una predominanza dei reati da strada, anche aggressivi, che si compiono lungo gli assi commerciali, nelle zone della movida o sulla rete del trasporto pubblico che ogni giorno accoglie milione e mezzo di passeggeri- ha spiegato al quotidiano Marco Granelli, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano – Abbiamo chiesto e ottenuto 255 tra poliziotti e carabinieri e stiamo assumendo 500 poliziotti locali: i primi 108 saranno in servizio da novembre”.

Sono in buona parte poi i flussi turistici a influenzare il trend delle denunce rilevate dalle forze di Polizia nel corso del 2021 e che vedono in Rimina la seconda classificata nella triste graduatoria: anche qui è il furto la tipologia di reato più denunciata, come a Milano.
Tra le 107 province tra le prime dieci classificate si incontrano – oltre a Milano – anche Torino (3ª), Bologna (4ª), Roma (5ª), Firenze (7ª) e Napoli (10ª).

Confrontando i dati 2021 con quelli del 2019, prima della pandemia, si registra una diminuzione generalizzata in termini quantitativi degli illeciti. E l’andamento è confermato in tutte le aree metropolitane: Milano, per esempio, ha messo a segno un -11,8%, mentre Roma è a -6,8% ; Firenze, Venezia e Bologna sono le grandi città con la flessione più marcata, pari al -24,6%, -17,8% e -15,3 per cento.

Un reato principe a seconda del territorio

La geografia dei reati 2021 conferma, poi, una serie di scenari ormai consolidati: Milano capitale dei furti in generale davanti a Rimini e Roma; Barletta in cima alla classifica di quelli d’auto; Napoli prima per furti con strappo e di motocicli, ma anche di contrabbando. E ancora: Gorizia in cima alla classifica delle truffe e delle frodi informatiche; Vibo Valentia prima per minacce. Emergono però una serie di novità come il primato di La Spezia nei reati legati agli stupefacenti, incluso lo spaccio, e quello di Matera sul fronte delle denunce di incendi. Enna sostituisce Caltanissetta in cima alla classifica degli omicidi volontari, ed è seguita da Aosta, mentre Biella e Ragusa vestono la maglia nera per, rispettivamente, estorsioni e usura.

Mentre quasi tutte le province segnano un calo generalizzato dei reati denunciati rispetto al periodo pre-Covid, sono una decina quelle da cui emergono segnali di allarme.
Piacenza e Isernia, per esempio, nel 2021 hanno registrato entrambe un incremento della criminalità rispetto al 2019. A Piacenza e provincia i reati denunciati sono saliti dell’11,7%, attestandosi poco sotto le 10mila denunce. Tra i primati negativi della provincia emiliana spiccano quello per le rapine in casa e quello per gli omicidi stradali (2ª). Ma il territorio risulta essere tra i peggiori d’Italia anche per le violenze sessuali e le violenze sessuali su minori di 14 anni (11ª). Isernia, invece, che è a metà (49ª) della classifica generale dei reati denunciati in rapporto alla popolazione, nel 2021 ha registrato reati in crescita dell’8,8% sul 2019. Proprio come per Piacenza, sul conto della provincia molisana pesano gli omicidi stradali, ai quali si aggiungono le associazioni per delinquere e gli incendi (2ª).

Una criminalità che cambia

C’è poi il capitolo web perché se i reati sono in calo ed alcuni quasi spariscono (come le rapine in banca), non lo sono quelli prettamente informatici.
L’indagine del Sole 24 Ore evidenzia come il crimine online sia raddoppiato (+100% i delitti informatici, con una media di 84 illeciti denunciati al giorno nel primo semestre) e, con esso, le truffe informatiche, che in crescita del 18% sul 2019.

In salita anche le estorsioni online (+23% nel primo semestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019). “Per aziende oppure ospedali sono diventati attacchi sempre più frequenti che paralizzano l’attività, in cambio di denaro”, ha spiegato al quotidiano milanese il prefetto Vittorio Rizzi, vice direttore generale del dipartimento di Pubblica Sicurezza.

Aumentano poi le denunce di violenza sessuale: 2.798 episodi nel primo semestre, rispetto ai 2.254 segnalati nel 2019 (+24%), con un incremento del 14% anche di quelle a danno di minori di 14 anni. “Il trend riflette la propensione alla denuncia da parte delle donne, cresciuta grazie a una maggiore sensibilità sociale verso questo tipo di violenze. Ha contribuito anche l’approvazione del Codice rosso e l’estensione normativa delle condotte che configurano questo tipo di reato, alcune ad esempio in altri Paesi vengono definite come atti di libidine” ha concluso il prefetto.