Dicembre 2, 2022
Covid: 40.580 nuovi casi e 98 vittime. Tasso di positività al 18,7%

Covid: 40.580 nuovi casi e 98 vittime. Tasso di positività al 18,7%

La regione con il maggior numero di casi odierni è la Lombardia seguita da Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio

Sono 40.580 i nuovi contagiati da Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 45.705), secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 98 (ieri ne erano state notificate 66). Il tasso di positività è di 18,74% (ieri era al 19,18%). I tamponi molecolari e antigenici effettuati sono 216.511 rispetto ai 238.253 del giorno precedente.

Salgono i ricoveri (+182), per un totale di 6.540 pazienti, e le intensive (+8), con 244 ricoverati.

La regione con il maggior numero di casi odierni è ancora la Lombardia con 7.991 contagi, seguita da Veneto (+5.415), Piemonte (+4.240), Emilia Romagna (+3.719) e Lazio (+3.233).

Il numero totale dei casi da inizio pandemia sale a 22.990.201. I dimessi/guariti delle ultime 24 ore sono 36.735 (ieri 40.067) per un totale che sale a 22.310.128. Gli attualmente positivi sono 3.743 in piu’ (ieri +5.572) e salgono a 542.766, di cui 535.982 in isolamento domiciliare.

“Anche questa settimana continua a crescere il numero di casi Covid nel nostro Paese e l’incidenza raggiunge i 504 casi per 100mila abitanti. Anche l’Rt mostra una tendenza all’aumento: siamo ormai a 1,30 quindi al di sopra della soglia epidemica”. Così Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione sanitaria presso il ministero della Salute. “Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva siamo rispettivamente al 10% e al 2,4% quindi registriamo ancora una tendenza all’aumento anche se siamo al di sotto della soglia critica di congestione delle strutture sanitarie”, prosegue. “Dato l’aumento della velocità di circolazione virale è bene mantenere comportamenti che siano ispirati alla prudenza ed effettuare le dosi di richiamo dei vaccini, soprattutto per quanto riguarda le persone a maggior rischio, quindi anziani e fragili, in modo da proteggersi dalle conseguenze più gravi della malattia”.