Manifesto Meridiana

Posted By admin On giovedì, febbraio 25th, 2010 With 0 Comments

Perché nasce “Meridiana”

Meridiana nasce per incarnare totalmente la filosofia dei grandi partiti di massa nei sistemi bipolari, nei quali il ruolo di fondazioni, centri studi, circoli e associazioni culturali è fondamentale nella definizione del progetto politico del partito-contenitore. Accade così per i Popolari in Spagna, per i Gollisti francesi, per i Conservatori inglesi e per tutte le democrazie con una tradizione bipartitica o bipolare. L’Italia fatica ad adeguarsi, mantenendo una logica proporzionalistica che traspare dalla difficile convivenza nello stesso partito di uomini e donne che provengono da esperienze politiche e culturali eterogenee.

Occorre ricreare degli spazi di reale dibattito interno; dotare il partito di organismi che funzionino e all’interno dei quali vi sia condivisione e formazione di idee e di progetti. È necessario riportare le decisioni nei luoghi di discussione e sottrarli alla scelta di pochi: non siamo casta, non dobbiamo diventare un club. La politica non ha nulla da guadagnare, in termini di credibilità, quando rischia di arrivare alla gente soltanto per i vari toto – nomine che riempiono periodicamente le pagine dei giornali per quei balletti di poltrone che alimentano una visione distorta e riduttiva della politica e per altre dinamiche che non riguardano se non marginalmente la vita di ogni giorno. La Politica e il Paese si attendono partecipazione. Quella vera. Quella dei luoghi dove discutere, confrontarsi e decidere. Occorre riappropriarsi delle piazze, quelle reali: non quelle del qualunquismo, ma quelle dove si ha il coraggio di incontrare l’entusiasmo o la delusione della gente.  Quelle dove un politico possa tornare ad incontrare le aspettative dei suoi concittadini ai quali provare a raccontare quale futuro ha immaginato per loro e per i loro figli. Abbiamo chiuso la Prima Repubblica pensando di poter chiudere anche con i partiti. Ci siamo risvegliati da questa illusione pronti a esaltare il  successo ottenuto da chi ha restituito partecipazione ed è tornato “fra le gente”. E’ giunto il momento di modernizzare le tradizionali forme aggregative, anche per chi, come noi, proviene da una esperienza di militanza forte sul territorio. Il grande partito di massa ha “bisogno” di un arcipelago di realtà associative, che scommettano la loro identità e il loro ruolo nella formazione politica che raccoglie il consenso di quasi il 50% degli Italiani.  Occorre per questo delineare e  individuare un percorso che lasci intravedere una prospettiva del futuro che ci liberi dall’esigenza di un consenso immediato e ci consenta di tracciare delle tappe che diano non solo risposte, ma siano capaci di suscitare quella condivisione di mezzi e di fini, di idee e di futuro, fra le istituzioni e la sua gente.

Meridiana nasce per parlare un unico linguaggio, da nord a sud, mettendo in rete alcune fra le realtà più fattive e volitive che sono passate dall’esperienza politica giovanile e che oggi rappresentano il PdL sul territorio.

 

Partecipazione e dibattito interno

 

Perché il grande partito popolare di massa riesca a rappresentare realmente le esigenze e le istanze della cosiddetta “base” è fondamentale ricreare luoghi di confronto e definizione del percorso politico, perché le decisioni siano frutto della contaminazione di molti e non delle scelte di pochissimi “oligarchi”. Quello che va salvaguardato della vecchia forma-partito è proprio la capacità di sentire gli umori di chi produce consenso e tradurlo in azione politica e questo può essere fatto, oltre che stimolando i dirigenti del PdL a creare le occasioni di confronto, moltiplicando i “luoghi” del confronto, attraverso pubblicazioni e documenti politici, forum su internet, testate online e gruppi di discussione sui social network, utilizzando i nuovi linguaggi della comunicazione politica.

 

Etica, morale, impegno politico

Meridiana non nasce per cavalcare l’onda della “nuova questione morale”, perché il tema della legalità, della lotta al malaffare e alla corruzione, della ribellione contro l’occupazione del territorio da parte delle grandi organizzazioni criminali rappresenta, e ha sempre rappresentato, un pre-requisito del nostro impegno politico, nato nelle organizzazioni giovanili con una forte tensione ideale. Oggi che i mutamenti sociali e politici e il diverso ruolo nell’amministrazione pubblica hanno stemperato la tensione ideale è fondamentale tenere alta l’attenzione sui temi della moralità in politica, permeando il Popolo della Libertà di quel senso della legalità fortemente radicato nella maggioranza dei cittadini italiani. Chiedere l’applicazione reale delle leggi già esistenti per corrotti e corruttori, rafforzarne il ruolo di deterrente per chiunque pensasse di concepire l’impegno politico come “fatto personale” piuttosto che come servizio alla propria comunità è per noi essenziale: per questo salutiamo come essenziale, e forse un po’ tardivo, l’intervento su questi temi di un Governo che non ha nulla da dimostrare in questo campo, protagonista della più importante stagione di lotta alla criminalità organizzata degli ultimi decenni, con decine di arresti e operazioni delle forze dell’ordine. A noi, alle associazioni così come alla politica, spetta il compito di costruire le basi culturali perché l’illegalità, che fa spesso rima con impunità, non sembri la scorciatoia più comoda per raggiungere gli obiettivi personali. Questo significa diritti e non favori, cultura e non ignoranza, informazione anziché disinformazione.

 

Giovane come l’Italia

La capacità rivoluzionaria di un movimento politico sta nel lasciare delle tracce indelebili del proprio passaggio, nel costruire la strada su cui, chi ci seguirà, potrà proseguire il proprio percorso. Dobbiamo lasciare una traccia forte del percorso che fin qui abbiamo seguito. Dobbiamo indicare una via chiara e sicura alle generazioni che ci seguiranno.

C’è una generazione che urla per venire allo scoperto. C’è una generazione che si batte ogni giorno contro il degrado, prestando il proprio servizio attraverso il volontariato.  C’è una generazione che sceglie di mettere al mondo un figlio e di costruirsi una famiglia, rifiutando l’aborto e barcamenandosi tra stipendi bassissimi e contratti a tempo senza certezza di rinnovo e senza la minima tutela. C’è una generazione che si ribella alle mafie, con le campagne contro il pizzo, con le manifestazioni in regioni e in comuni in cui fino a pochi anni fa era impensabile soltanto pronunciare la parola ‘ndrangheta, o mafia, o camorra.

Occorre dar voce a questa generazione, alla pare migliore di una generazione, che non si riconosce in un mondo di veline e spacciatori, di disimpegnati e di bulli. Occorre riconoscere la parte della barricata sulla quale stare, coniugando la nostra azione politica con la nostra identità.

 

Amministrazione, Territorio e Ambiente, Immigrazione e Lavoro

Meridiana nasce per riempire di contenuti  la presenza capillare di amministratori pubblici, burocrati, professionisti presenti sul territorio che si riconoscono nel Popolo delle Libertà e aspirano ad una comune identità, riconoscibile nella quotidianità dell’impegno.

  • Una politica del territorio e dell’ambiente, ad esempio, che sfugga agli stereotipi dell’ambientalismo del “non fare” ma che riconosca la necessità di porre la questione ambientale ad un livello di pari importanza rispetto ai temi tradizionali della politica, come avviene nella Francia di Sarkozy e nell’Inghilterra di Cameron.
  • Una politica dell’immigrazione che coniughi le nuove forme di cittadinanza prodotte dalla società multietnica con l’irrinunciabile diritto dei cittadini italiani alla sicurezza e alla difesa da forme di immigrazione che non rispettino le regole del nostro ordinamento.
  • Una politica del lavoro che stimoli l’autoimprenditorialità e favorisca l’accesso alle informazioni circa le opportunità offerte ai giovani dal mercato del lavoro, fuori dalla logica del “posto fisso” e dalla compravendita dei diritti.
  • Una politica di investimento sul futuro della nostra nazione, attraverso la valorizzazione del merito nel percorso educativo scolastico e universitario, garantendo l’avanzamento nel corso di studi – dall’inizio fino ai livelli più alti – ai meritevoli, senza preclusioni di natura economica e uscendo, soprattutto nel mondo dell’università e dell’alta formazione, da baronati e clientele

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