Centinaia di operai dell’Alcoa a Roma dove si decide il futuro dell’azienda in un vertice al Ministero dello sviluppo economico dove si parlera’ della vertenza della fabbrica di alluminio primario di Portovesme (Sulcis). Dopo svariati
petardi, esplosi interrompendo il ritmo di tamburi, trombette ed elmetti battutti a terra dei manifestanti di Alcoa, sotto il ministero dello Sviluppo economico e’ appena esplosa una bomba carta. I lavoratori dell’Alcoa sono tornati a Roma, per manifestare in occasione di un nuovo incontro tra la proprieta’ dell’azienda, i sindacati, la regione Sardegna e il ministro Corrado Passera.
Mentre la protesta non accenna a placarsi, aumentano le misure di sicurezza intorno a via Molise con la chiusura di tutti gli accessi alla strada. “L’Italia e’ una repubblica democratica fondata sul lavoro. Lo ribadiremo oggi con gli operai Alcoa e tutta la Sardegna”. E’ il messaggio che il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha lanciato su Twitter, all’arrivo a Roma.
“Non ci preoccupa la manifestazione. Ci preoccupa tutto il problema dell’Alcoa”. E’ quanto ha detto il ministro del lavoro Elsa Fornero rispondendo ai giornalisti a Torino, al termine di un incontro con il vicesindaco Tom Dealessandri, a proposito della manifestazione dei lavoratori Alcoa in programma, oggi, a Roma. “Noi – ha ribadito – siamo vicini ai lavoratori e ci sentiamo di spiegare loro lo sforzo che il governo sta facendo.
Questo – ha aggiunto il ministro Fornero – e’ uno sforzo per cercare di tenere in piedi quei posti di lavoro, che devono essere, pero’, sostenibili economicamente”.
L’impegno del governo e’ stato ribadito anche dal ministro Passera, che ieri ha pero’ ha avvertito: “Ci metteremo tutto l’impegno necessario e potrebbero volerci mesi: oggi non abbiamo investitori interessati ad acquisire un’azienda che sta chiudendo”. Il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha poi aggiunto: “L’attuale proprietario ha deciso di chiudere e l’ha annunciato ben in anticipo. Abbiamo fatto un accordo molto importante la scorsa primavera, siglato da sindacati, amministrazioni locali per portare la chiusura piu’ in la’, alla fine dell’anno, salvo che non ci fosse stato un acquirente”, ha ricordato.
“L’acquirente non c’e’ stato” e lo stabilimento, ha sottolineato, “rimane riapribile, quindi noi faremo di tutto per trovare eventuali altri investitori”. Per Corrado Passera l’incontro tra il governo e l’azienda in programma oggi e’ “una tappa importante” per la vicenda dell’Alcoa. Le vertenze in corso, ha spiegato il ministro per lo Sviluppo Economico, riguardano “tantissimi casi tutti diversi e, su tutti, c’e’ l’impegno” dell’esecutivo.
“In ogni caso – ha ribadito ieri a margine dell’workshop Ambrosetti – bisogna trovare soluzioni che siano economicamente sostenibili e rispettose delle regole europee”. Alla festa dell’Udc, il ministro per lo Sviluppo Economico era intervenuto sul ‘caso Alcoa’ facendo presente che la vicenda e’ tutt’altro che semplice. “L’Italia – sono parole di Passera – ha messo molte risorse. Ora siamo in un momento in cui non ci sono investitori nazionali e internazionali disposti a farsi carico di questa azienda. Ci stiamo impegnando e andremo avanti per mesi a cercare eventuali candidati, ma occorre avere anche il coraggio di pensare ad altre alternative: se non ci fossero imprenditori disponibili dobbiamo trovare altre destinazioni assieme agli amministratori locali”. “C’e’ – ha aggiunto – un grande impegno e volonta’ di rispettare le norme e di non gravare sulla intera nazione perche’ poi quelle cose le pagano il Paese e i cittadini. C’e’ la volonta’ di trovare soluzioni economicamente sostenibili”. (Agi)
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