di Marco Petrelli – E’ tarda sera quando incontriamo Cesare Giardina, dirigente di GI Roma e Federico Iadicicco, fondatore e responsabile
di Nes. Nessuno tuttavia bada all’ ora: i lavori comunitari impegneranno quadri e militanti fino a notte inoltrata. Quattro chiacchiere intorno ad un tavolo per capire meglio l’esperienza di Nes, la sua comunità ed il senso di un’iniziativa come Castrum, giunta ormai alla VII edizione.
Venticinque anni, romano, Cesare Giardina milita dal 2001 in Azione Giovani, poi Giovane Italia. Responsabile romano per il movimento è tra i principali animatori della quattro giorni di Castelfiume. Al suo fianco Federico Iadicicco che di anni ne ha trentotto.
Come ci spiega ha cominciato a militare sul finire degli Ottanta, in un momento di profonda trasformazione dell’Italia e dell’Europa: il crollo del muro che segna la fine della Guerra Fredda e il sacrificio dei magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli di una riscossa dello Stato di fronte alla Mafia in quel tempo protgonista di quella che passerà tristemente alla storia come “stagione delle stragi”.
Cos’è Castrum?
(Cesare) Un’esperienza importante di vita comunitaria e di condivisione, confronto, dibattito. Realtà giovanili di più parti d’Italia che mettono sul tavolo esperienze, battaglie, proposte e progetti, discutendone e cercando di elaborare nuovi spunti.
(Federico) Ragazzi che si riuniscono per ragionare e costruire un progetto per l’Italia con determinazione e volontà, senza cadere in inutili retoriche e nostalgismi. Quattro giorni per rielaborare insieme riflessioni e approfondimenti politici e programmare l’attività del nuovo anno.
Parliamo della comunità di NES…
(Federico) NES – Nihil Est Superius – nasce nel 2005 in seno ad Azione Giovani. L’idea è quella di coagulare forze di Azione Giovani e Alleanza Nazionale al fine di creare un più vasto progetto politico.
Un progetto di destra sociale?
(Federico) La destra sociale è stata il migliore esperiemento della destra italiana nella II Repubblica, esperimento che nel 2012 rappresenta un punto di partenza per una forza dinamica e veramente alternativa alla sinistra, capace di sviluppare una politica attenta alle tematiche più spigolose e delicate della quotidianità. In questo contesto il ruolo del giovanile è fondamentale nel dare nuovi stimoli ed idee al partito.
Quale la vostra opinione in merito ad un possibile contenitore guidato da Giorgia Meloni?
(Federico) Giorgia Meloni rappresenta già una guida e la cosa davvero importante è che intorno a lei si uniscano quei giovani tra i trenta e i quaranta anni che vengono da AG e AN, con lo scopo di forgiare la classe dirigente del domani.
(Cesare) Un nuovo contenitore? No. Restiamo dove siamo. Per quanto riguarda Giorgia credo sia innegabile il fatto che in lei si riconosca una guida umana e politica; i militanti del giovanile cresciuti con la Meloni potranno un domani, a buon titolo, essere ottimi elementi sui quali puntare per un rinnovo del PdL e della sua classe dirigente.
Cesare quanto sono ancora importanti le correnti?
In AG e AN le correnti avevano un ruolo poiché connotavano prospettive diverse di concepire e vivere la politica nella medesima realtà; oggi rischiano invece di dividere, facendo perdere di vista il valore della persona. Insomma il singolo va valutato per le sue capacità non in base ad una appartenenza a questa o quella corrente.
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