di Marco Petrelli – Cesenatico. Giovedì 19Luglio 2012
Secondo giorno della kermesse di Azione Universitaria Dedalo, giunta ormai alla settima edizione. Caldo intenso, strascico degli anticicloni che hanno messo in ginocchio l’Italia con temperature fino a quaranta gradi ma destinati (almeno si spera) ad esaurirsi sul finire di luglio.
Cambio di location per AU che, dopo cinque anni di Versilia, si sposta ora sulla riviera romagnola.
“Cambiare è anche un modo per gratificare la realtà militante dell’Emilia Romagna, un ambiente che lavora, che si impegna, che merita” Questo il commento di Andrea Volpi, Presidente nazionale di AU; notiamo una punta di orgoglio nelle sue parole, orgoglio non intaccato dalla stanchezza per la pianificazione di un evento organizzato in tempi da record.
Tra un sorso di coca e un tiro di sigaretta scambiamo qualche parola con Marco Perissa, neo Presidente nazionale di Giovane Italia. Una carica non facile da ricoprire, anche per l’eredità lasciata dal suo predecessore Giorgia Meloni. Tuttavia Marco appare molto misurato e sembra vivere l’incarico con equilibrio e risolutezza.
Marco come hai trovato questa edizione di Dedalo?
“Sto assistendo ad una partecipazione come sempre numerosissima di militanti e simpatizzanti, risultato gratificante tenendo anche conto dei tempi risicati e dello sforzo grande per organizzare l’evento in pochissimi giorni”.
Il PdL sta attraversando un periodo di profondi cambiamenti. Credi il movimento possa dare un suo contributo in termini di idee e contenuti?
“Ne sono convinto. Giovane Italia e Azione Universitaria sono una fucina di nuovi contenuti ed idee che possono e devono apportare migliorie al partito, contribuendo a sviluppare una politica più vicina al cittadino. E dico cittadino non elettore. Solo chi lavora giorno per giorno nelle piazze, nelle strade, nelle scuole può catturare le esigenze e le speranze della gente. Non occorrono grandi proclami, soltanto il saper ascoltare, intercettare ed attivarsi a beneficio della Collettività”.
Si fa tanto parlare di formazione di una classe dirigente. Quanto è importante la preparazione culturale per un militante?
“La classe dirigente non è solo quella che sta a Roma: classe dirigente è chi amministra le realtà locali ed è un po’ biglietto da visita del partito. La sua preparazione culturale e politica è fondamentale poiché, se ci pensi, un consigliere comunale rappresenta la prima forma di contatto e di conoscenza tra la comunità che amministra e il partito che rappresenta”.
Chiara Colosimo ha detto che una delle eredità che AN ha portato con sé nel PdL è stata la presenza capillare sul territorio. Vuoi aggiungere qualcosa?
“Chiara ha ragione, perfettamente. Aggiungo anche un modus di fare militanza che molti nostri colleghi della ex Forza Italia non avevano e che, indubbiamente, ha inciso positivamente sulle realtà nelle quali abbiamo operato e continuiamo ad operare”.
Militanza, presenza e… correnti. Che idea hai tu delle correnti?
“La corrente è sinonimo di pluralismo e il pluralismo non può che arricchire a livello di contenuti e di dibattito interno. Certamente esistono o sono esistiti casi di conflittualità correntizia e questo probabilmente è accaduto perché si sono perse di vista le capacità dei singoli, le loro qualità umane e politiche vedendoli invece come meri appartenenti a questa o quella corrente”.
Accanto a noi Dario Moscato, vice presidente nazionale di Azione Universitaria. Dario è della stessa opinione di Marco Perissa ricordando “L’importanza di saper intercettare e valorizzare la dedizione al lavoro e lo spirito di sacrificio di chi si batte per il quotidiano sviluppo e radicamento del movimento sul territorio, senza badare troppo a differenze che, alla lunga, anziché arricchire rischiano di dividere”.
In un periodo di cambiamento e di trasformazione del PdL i due dirigenti sono in sincronia su una visione del movimento come faro per gli esponenti del partito e soprattutto per la gente, un faro la cui luce è l’essenzialità di uno stile di vita fondato sul lavoro costante e quotidiano, sulla forza comunitaria, su un concetto di politica che nasce tra la gente e per la gente.
Marco e Dario ora ci lasciano. Prima del commiato non possono mancare un saluto ed an attestato di stima rivolti ai ragazzi che, di lì a poco, illumineranno via D’Amelio con le loro fiaccole, in eterno ricordo del valore e dello spirito di sacrificio di Paolo Borsellino e della sua scorta.
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