di Aldo Vitale – Da qualche giorno il mondo telematico, significativamente detto anche virtuale per indicare il distacco dalla realtà, si è arricchito di una nuova pagina di Facebook (http://www.facebook.com/photo.php?fbid=389265077787872&set=a.152964164751299.42499.108180412563008&type=1&ref=nf ), il noto social network, in cui si possono vedere ben quindici fotografie didascalizzate e raggruppate in un unico pannello sotto la domanda « Lo sapevate che la Chiesa cattolica …»:
1) ha massacrato gli abitanti di Beziers che non vollero sottomettersi alla volontà del papa; 2) ha mandato al rogo molte persone colpevoli di non credere nel suo dio; 3) ha usato la tortura per costringere gli “eretici” a ritrattare e confessare; 4) ha condannato la teoria eliocentrica perché in contrasto con la bibbia; 5) si è opposta per molti anni alla biologia evolutiva; 6) si è opposta per ani alle dissezioni di cadaveri in campo medico; 7) ha promosso nove crociate provocando milioni di morti; 8) ha fiancheggiato Hitler firmando persino un concordato; 9) ha fondato lo Stato della Città del Vaticano grazie ad accordi presi con Mussolini; 10) ha perseguitato gli ebrei; 11) ha difeso la monarchia e ha attaccato le idee repubblicane; 12) ha difeso per secoli la superiorità del maschio; 13) fomenta le discriminazioni di gay e lesbiche; 14) si oppone alla ricerca sulle cellule staminali embrionali; 15) mi dite per quale cazzo di motivo continuate a finanziarla?
Dato che diverse sono state le adesioni, sebbene non numerose, e dato che questo genere di problematiche sono spesso messe in circolo e sulla bocca di quasi tutti, ma senza essere affrontate scientificamente, semmai solo ideologicamente, occorre qualche puntualizzazione.
Premettendo che su ognuno dei suddetti punti si potrebbe scrivere più d’un trattato e che ognuno di essi presuppone, convive e conduce a molteplici ed articolate problematiche di carattere multidisciplinare implicando risvolti di carattere storico, teologico, filosofico, giuridico, etico, sociale, economico, biologico, non si potrà fare a meno, data l’esiguità dello spazio e del tempo, di rispondere soltanto brevemente ad ogni questione.
Sul primo punto: sulla questione ci si limita a riportare la risposta del celebre storico Jean Dumont nell’intervista che rilasciò
alla rivista “Cristianità” nel n. 131 del marzo 1986:« I miei studi riguardano soprattutto l’Inquisizione spagnola, anche se molto recentemente ho raccolto documenti interessanti sull’Inquisizione francese e sulla crociata contro gli Albigesi. Su quest’ultimo argomento credo significativo raccontare un piccolo aneddoto. Se si apre un qualunque testo scolastico francese di storia si legge che, nella crociata contro gli Albigesi, è stata distrutta la città di Béziers e ne sono stati massacrati tutti gli abitanti.
Ai capi militari della crociata, che chiedevano come distinguere tra abitanti Albigesi e cattolici, il legato pontificio avrebbe risposto: «Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi». E’ una frase famosa, che si radica nella memoria di tutti gli scolari francesi. Bene: eruditi locali hanno recentemente mostrato che a Béziers non vi erano Albigesi, che la crociata non è passata da Béziers e meno che mai sono transitati dalla città «legati pontifici». Béziers fu messa a sacco -è vero in anni non lontani dalla crociata, ma nel contesto di una guerra feudale tra due famiglie della zona, del tutto priva di motivazioni religiose.
Ma chi corregge i libri di testo? Per valutare l’Inquisizione francese delle origini occorre avere anzitutto una buona informazione sui catari: non si trattava di un movimento di pacifisti innocui, ma di bande di fanatici che predicavano l’assassinio dei nemici e il suicidio di massa -la famosa endura, una sorta di auto-genocidio-, quindi di un pericolo mortale per l’Europa, che l’Inquisizione francese ha definitivamente sconfitto, peraltro spesso con la mitezza e la tolleranza e solo raramente con la forza.
A partire da Filippo il Bello l’Inquisizione francese diventa una sigla di cui si appropria il potere politico laico e su cui la Chiesa non ha più alcun controllo effettivo. I tribunali “inquisitoriali” che processano i templari e poi Giovanna d’Arco non sono più la vera Inquisizione, ma manifestazioni del potere laico ».
Sul secondo punto: bisognerebbe chiedersi chi, come e quando. Bisognerebbe distinguere, per esempio, l’inquisizione medievale, quella spagnola, quella romana, quella protestante.
Bisognerebbe ricordare che se nella storia vi sono stati roghi per chi non credeva in Dio, ve ne sono stati anche per chi era credente: quanti sono i cristiani in genere ed i cattolici in particolare ad essere stati uccisi proprio perché tali da regimi dittatoriali? E il XX secolo, il secolo che segue quello della ragione, il XVIII, e quello della scienza, il XIX, non è stato forse il secolo dei genocidi in genere e dei cristiani in particolare? I regimi socialisti, fondati sull’idea della dimostrata assenza di Dio, non sono stati forse i maggiori carnefici di credenti?
Detto ciò, dimostrata cioè onestà intellettuale, si può affrontare il problema dei roghi, che, come assicurano le ricerche storiche di Jean-Pierre Dedieu, di Jean-Marc Brissaud o di Bartolomé Benassar, è stato di gran lunga inferiore a quello che normalmente si crede, e per di più quelli operati dai cattolici sono stati molti di meno di quelli accesi dai protestanti.
Si pensi per esempio alle ricerche di Gustav Henningsen, le quali hanno mostrato che fra il 1560 ed il 1700 in Spagna solo l’1% dei processati sono stati giustiziati, e più del 2% condannati solo in effigie.
Sul terzo punto: la tortura era praticata dal diritto penale romano, ma sconosciuta al diritto barbarico. Nel XII secolo, con la riscoperta del diritto romano sia i tribunali secolari che quelli ecclesiastici cominciarono ad adottare la tortura.
Occorre premettere però che la Chiesa fu da sempre contraria all’uso della tortura tanto che i tribunali ecclesiastici la introdussero dopo quelli secolari, come eccezione, con delle regole ben precise e con dei limiti ben precisi: per esempio l’ecclesiastico non poteva assistere o praticare la tortura che doveva essere rimessa al braccio secolare; comunque applicata la tortura ecclesiastica non doveva mai essere spinta “citra membri diminutionem et mortis periculum”.
I casi di tortura furono comunque pochissimi. Per esempio lo storico Carlo della Veneria ricorda che « su 636 processi celebrati a Tolosa dal 1309 al 1323 un solo imputato risulta essere stato sottoposto alla tortura ». Gli eventuali abusi erano comunque prontamente puniti, come nel caso, tra i tanti, dell’inquisitore Roberto il Bulgaro che fu processato e condannato dal Papa al carcere a vita.
Sul quarto punto: la Chiesa non ha mai condannato l’eliocentrismo in quanto in contrasto con la Bibbia. Il padre della teoria eliocentrica, Copernico stesso, del resto, era non solo nipote del potente e famoso vescovo di Warmia Lukasz Watzenrode, ma a sua volta era un chierico, in specie un canonico della cattedrale presieduta dallo zio materno. La Chiesa, per opera di Bellarmino, suggerì, in assenza di prove ( che arrivarono molto tempo dopo solo con Newton ) suggerì, prima di processarlo, a Galileo di proporre la teoria eliocentrica come ipotesi.
Il celebre epistemologo e filosofo della scienza Paul Fayerabend, del resto, ebbe modo di precisare che da un punto di vista di metodo scientifico la posizione di Bellarmino era più giusta di quella di Galileo. A ciò aggiungasi che molti scienziati dell’epoca erano all’un tempo cattolici e convinti eliocentristi e che molti cardinali ed ecclesiastici erano studiosi di astronomia.
Reazioni molto più dure di quelle della Chiesa cattolica, pervennero dal nord dell’Europa, da Lutero, per esempio, il quale, come ricorda lo storico della scienza Thomas Kuhn, così rabbiosamente scrisse di Copernico e della sua teoria:« La gente ha prestato orecchio ad un astrologo da quattro soldi, il quale s’è dato da fare per dimostrare che è la Terra che gira, e non i cieli ed il firmamento, il Sole e la Luna… Questo insensato vuol sovvertire l’intera scienza astronomica; ma la Sacra Scrittura ci dice che Giosuè ordinò al Sole, e non alla Terra, di fermarsi ».
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