ROMA, VICENDA ACEA: ALEMANNO SMASCHERA LE BALLE

di Francesca Siciliano – La vicenda Acea e la conseguente campagna di disinformazione portata avanti dall’opposizione del comune di Roma rischia di far saltare la candidatura e un possibile secondo mandato per il sindaco, Gianni Alemanno. La capitale è tappezzata di manifesti con slogan di stampo populista: «Alemanno vuole svendere l’acqua dei romani»; o costruiti ad arte: «Acquale costo?».

L’opposizione capitolina ha presentato oltre 166mila emendamenti e ordini del giorno per bloccare la discussione su bilancio e Holding e il sindaco, dopo aver tentato invano la via della conciliazione, inviando ai capigruppo un appello per “evitare di bloccare Roma” richamando alla responsabilità (dal momento che gli innumerevoli emendamenti – di natura ostruzionistica – paralizzerebbero l’attività di Roma Capitale), ha deciso di informare i romani attraverso una personalissima campagna di comunicazione.

Ecco perchè da qualche giorno è online un nuovo sito web, www.bastaballe.it, nato «per smascherare – si legge sulla homepage – tutte le bugie contro la giunta Alemanno» che l’opposizione, Pd in testa, inventa per gettare fango sul sindaco.  La questione Acea, dunque, ha conquistato il podio sul nuovo portale ed è il sindaco in persona che l’ha inaugurato postando un video in cui dice «basta a chi sta dicendo che vogliamo privatizzare l’acqua dei romani!» e spiegando in tre punti “la verità”.

«Punto primo – dice il sindaco – non stiamo privatizzando l’acqua: l’acqua di Roma è pubblica e rimarrà pubblica come garantito dalla nostra Costituzione». In pratica: dire che l’oro blu dei romani diverrebbe privato è la balla più grossa. L’opposizione nega che vi siano obblighi di legge da rispettare in tal proposito, ma sa perfettamente che Roma Capitale deve attenersi all’art.4 del D.L. 138/201, secondo il quale gli enti pubblici devono ridurre la propria partecipazione nelle società quotate operanti nei servizi pubblici locali al 40% entro il 30 giugno 2013 e al 30% entro il 31 dicembre 2015.

Attualmente Roma Capitale detiene il 51% di Acea, ma come sosiene Alemanno lanciando il secondo punto nel suo spot: «Stiamo privatizzando solo un pezzo dell’idraulico di Roma e questo pezzo non fa perdere al Comune il controllo strategico di Acea». È noto, infatti, che detenere una partecipazione del 30% in qualsiasi società è una soglia di garanzia, dal momento che chiunque la superi deve lanciare un’Opa obbligatoria sull’intero capitale della società; il 30%, dunque, è una quota di garanzia nel controllo strategico della società, poiché con questa percentuale, di fatto, si ha il controllo totale della stessa.

Il terzo e più accorato appello che lancia Alemanno riguarda la città e i cittadini: «Stiamo facendo un’operazione che è indispensabile per la vita e il futuro di Roma», perchè con i 300milioni proventi dalla privatizzazione del 21% di Acea, verebbero massimizzati i ritorni economici in modo da poterli destinare sia agli investimenti (mobilità, sociale, scuola), sia a diminuire il carico fiscale ai romani, come ad esempio evitare un eccessivo aumento dell’Imu.
«Questa è la verità – conclude Alemmanno – e di fronte a questa verità non ci piegheremo né a ostruzionismi né a condizionamenti».

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