LIBERIAMO LO ZIO EZRA

di Ulderico De Laurentiis – Liberiamo Ezra Pound. Egli non è ancora prigioniero a Metato, nei pressi di Pisa, ma in una prigione tanto meno fisica, quanto più asfissiante. Pound è prigioniero di un oblio senza fine, in cui è stato scagliato dalle sue simpatie fasciste e soprattutto antibancarie, manifestate sempre con grande coraggio come quando durante la seconda guerra mondiale, da Radio Roma, urlava all’etere che la prima libertà di un popolo è “La libertà di non indebitarsi»: Una nazione che non vuole indebitarsi- diceva -fa rabbia agli usurai”. O anche come quando con orgoglio accettò la prigionia in vita, per reati di opinione, continuando a lavorare in silenzio alle sue opere.

Liberiamo Ezra, dai lacci e lacciuoli di una certa sinistra, da sempre amica del totalitarismo, comunista prima e finanziario poi, che mentre nel mondo, da New York a Tel Aviv, passando per Londra, Madrid, Roma ed altre capitali europee, i cittadini tentano di ribellarsi alla dittatura economica globale, flirta ancora una volta con i poteri forti, con chi ci vuole indebitati e infelici; tutto questo provando anche a strumentalizzare la protesta, ad appropriarsene, a … narcotizzarla. C’è una sinistra elitaria che ha combattuto attivamente per l’oblio e la demonizzazione di Pound e altri importanti autori di un’area non conformista, che già da decenni affinava gli strumenti filosofici, giuridici e politici per contrastare la finanziarizzazione dell’economia. Quella stessa sinistra elitaria che oggi con una mano serve la finanza internazionale e con l’altra finge di accompagnare le proteste dei cosiddetti Indignados.

C’è anche una sinistra militante e massimalista che mentre il nostro Ezra formulava le teorie anti monetarismo bancario e si scagliava contro l’usura istituzionalizzata, continuava a proporre la lotta di classe come unica soluzione, compiendo l’irrecuperabile errore di non guardare al futuro dei conflitti sociali, che come oggi vediamo, sono tra popolo e alta finanza, tra tutte le classi, medio borghesia compresa e burocrazie “non elette” che ci privano della sovranità.

Ezra Pound, il poeta, era solito dire che “l’economia è una cosa troppo seria per lasciarla agli economisti”  e nei suoi Cantos, troviamo la preveggenza di quanto ci sarebbe piombato addosso con questa nuova crisi economica mondiale. Egli aveva già intuito, quasi un secolo fa, il perverso meccanismo sotteso alle manovre speculative, alla finanza creativa, perfino al precariato, quando cantava che “usura soffoca il figlio nel ventre / arresta il giovane amante / cede il letto a vecchi decrepiti /si frappone tra giovani sposi”. La sistematica massa di denaro fittizio scambiata ogni giorno sui mercati finanziari e valutari del pianeta non deriva forse da quella stessa “moneta creata dal nulla”, della Banca d’Inghilterra, più volte osteggiata da Pound?

Liberiamo Ezra, perchè i movimenti di protesta di tutto il mondo, in qualche modo lo citano, ma senza conoscerlo, forse in buona fede. Mentre i vari Giulietto Chiesa approdano a visibilità mediatica riportandone le teorie; stavolta conoscendolo, ma senza citarlo.

Diamo una nuova vita ad Ezra Pound e lottiamo soprattutto per restituirgli la considerazione pubblica che merita, l’onore doveroso, di essere messo tra i padri fondatori delle teorie che oggi potrebbero aiutarci ad uscire da questa mille volte maledetta crisi, dalla prevalenza malefica dell’economia sulla vita della gente.

Liberiamo Ezra Pound, per liberare l’Italia, l’Europa, il Mondo.

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Ulderico de Laurentiis
Laurea in Comunicazione Istituzionale e di Impresa e tesi su "Il Roma come quotidiano della destra napoletana e campana". Webmaster di Meridiana Magazine e blogger, cresciuto a pane e militanza politica. Motto: Per aspera ad astra!

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