E SE IL PROFESSORE RESTASSE DOV’E'?
di Chris Grasso – Chissà, magari ci si sta anche pensando su e la cosa potrebbe piacere a molti, se non a tutti. Parliamo di un Monti – bis, della conferma del professore oltre il 2013, di una proroga all’attuale strano, insolito, poco stimolate modo di governare la nostra Italia. Magari potrà definirsi fantapolitica, ufficialmente tale notizia verrebbe commentata peggio di una nuova epidemia di peste bubbonica, ma in silenzio ci si pensa e forse ci si lavora pure. A chi converrebbe? Lega a parte, praticamente a tutti. Analizziamo bene la situazione.
Il Pdl è impantanato in mille vicende poco chiare. C’è l’affare delle tessere di Bari, ormai di dominio pubblico grazie alla pubblicità negativa di Striscia la Notizia, ma non solo. A Palermo il rischio di perdere le primarie è un’ipotesi molto concreta. Il centro sinistra andrà compatto sul nome di Rita Borsellino, appoggiata anche da Sel ed Idv, ma senza l’Mpa che, a differenza di quanto accade al governo regionale, si schiererà col centro – destra. Ecco quindi la morsa che rischia di stringere i pidiellini: il comparto di centro pronto a convergere su Miccichè quale sfidante di Cascio, nome sempre più caldo nelle ultime ore. La grana Palermo preoccupa e fa passare in sordina (o quasi) quanto accade a Catania. Congresso infuocato quello in programma il 25 febbraio con difficile accordo fra le varie correnti, da una parte l’area Matteoli guidata da Catanoso con gli ex forzisti (Firrarello e Castiglione), dall’altra l’area degli scontenti pilotata da Stancanelli, in rappresentanza del nucleo La Russa – Gasparri. La Sicilia quindi in ebollizione, ma altrove (da Brindisi in su) la situazione non è certo rosea. Poi c’è la solita questione del nome: tenerlo, cambiarlo e come? A questo si aggiungano le altre problematiche interne di un partito che ancora partito non è, o almeno non come dovrebbe essere. Alfano ad oggi è consapevole che in caso di voto a breve scadenza il Pdl non sarebbe pronto, col rischio reale di andare incontro ad un disastro.
Rischio certo mitigato da quanto accade dall’altra parte, in questo derby fra chi sta peggio. Il Pd infatti è ancora impegnato a leccarsi le ferite del dopo Genova dove Vendola ha bruciato tutti aprendo la crisi in casa Bersani. Eh già, il segretario andato via Berlusconi ha perso l’argomento forse, l’unico affrontato in profondità. Ora annaspa e cerca di stare a galla con scarsa fortuna. Dall’interno non accennano a fermarsi le polemiche al suo operato ed in molti gradirebbero un pensionamento in tempi rapidi. La grana maggiormente fastidiosa è comunque quella dell’onestà, della purezza della razza democratica. Dopo aver sbandierato ai quattro venti la diversità rispetto agli altri, sono scoppiati nell’ordine i casi Penati (a proposito, che fine ha fatto?) Lusi ed i suoi 13 milioni rubati ed ora anche quel molestatore del sindaco di Gubbio, che i bunga bunga preferiva organizzarli in cambio delle assunzioni al comune. Insomma anche qui le facce non sono allegre, alle elezioni non si pensa proprio, figurarsi organizzare la macchina da guerra che servirebbe per vincere.
Il Terzo Polo, se esiste ancora, non ha mai fatto mistero di gradire una soluzione di tal genere. Ci mancherebbe altro, aggiungiamo noi. Casini potrebbe allungare la brodaglia e proseguire nell’opera, nemmeno troppo velata, di ricostituire la Democrazia Cristiana. Fini e Rutelli di fatto sono più spinti dal vento e dagli eventi che da altro. A loro andrebbe benissimo per conservare poltrone (da deputati) e non finire definitivamente in quel dimenticatoio a cui sono inevitabilmente destinati.
Chi resta? L’Idv, altro orfano del dopo cavaliere. Di Pietro continua ad urlare, ma la cosa non attecchisce più: non c’è il morboso gusto tutto italiano di prendersela con qualcuno. Andato via Berlusca le sue invettive sono diventate sterili e dopo qualche attacco a Monti l’ex pm è caduto nel dimenticatoio. Della Lega si sa tutto, loro non volevano Monti alla guida della nazione, figurarsi un Monti – bis; resta da vedere se avrebbero la forza di opporsi a questa eventuale, fantasiosa ipotesi.
Ed allora vuoi vedere che alla fine andrà cosi, vuoi vedere che ci abitueremo ad una politica grigia, pavida, controllata dalle banche in cambio della certezza di una stabilità difficile da trovare in altri modi? Speriamo di no, ma di questi tempi vivere di speranza non conviene.









