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Pubblicato il: ven, gen 20th, 2012

VIAGGIO TRA I FORCONI. UNA PROTESTA, TANTE MOTIVAZIONI

di Giuseppe Failla - Nel polo industriale siracusano sembra di essere in zona di guerra. Bar supermercati, tutto chiuso sino a ieri. Una tregua è stata concessa ai commercianti per la giornata odierna ma per domani non c’è alcuna certezza. Tutte le vie di accesso ai comuni di Priolo Gargallo e Melilli sono presidiate da picchetti di manifestanti che fanno transitare due autovetture ogni 7 minuti. Dinanzi le raffinerie invece non transita nessuno. Scaffali vuoti, pompe di carburante a secco, aziende ferme. Nel resto della Sicilia la situazione è più o meno analoga. L’abbiamo percorsa in lungo ed in largo in questi giorni registrando i maggiori disagi soprattutto lungo le statali e pressi dei poli produttivi. La notte poi, alcuni posti di blocco  si trasformano in feste di piazza con musica ad alto volume e alcool. E i fumi delle barricate profumano di salsiccia!

Tornando seri, abbiamo raccolto le ragioni della protesta. Molti parlano di rivoluzione, “perchè così non si può più andare avanti”. Alcuni raccontano di come hanno perso il lavoro, altri che “con mille euro al mese una famiglia le tasse ed i carburanti a questi prezzi non arrivano a metà mese”. Tra i manifestati c’è chi ha perso la propria azienda e chi è “disoccupato professionista”. Ci sono  quelli che non vogliono l’inquinamento, il rigassificatore, le raffinerie e che ora protestano per il lavoro.

Certo, non si può andare avanti, e ognuno ha le sue ragioni per protestare.

Ma la situazione non si risolve attuando metodi tafazziani! Non è così che si fanno le rivoluzioni. Le aziende siciliane, che già non godono di ottima salute, sono state costrette a fermarsi mettendo a rischio gli stipendi di molti lavoratori. Un’azione del genere ha senso quando esiste un governo politico che può soffrire la pressione della piazza. Ma non è il caso del governo Monti, nato soprattutto per fungere da parafulmine in queste situazioni, per attirare su di sé gli strali della povera gente e fare da schermo per i partiti tutti. Il disagio di chi attende ore in fila, di chi non può più fare la spesa, e degli operai che giocoforza si devono astenere dal lavoro, non smuovono le coscienze di un governo sorto per essere volutamente insensibile.

Il termine delle manifestazioni è previsto per mezzanotte di oggi, ma sono in corso in questo momento riunioni dei comitati per decidere se  proseguire ad oltranza. Un organizzatore intervistato a Priolo Gargallo ammette: “ sicuramente dovremo consentire il passaggio di un po’ di  merci per non danneggiare la popolazione ma non siamo intenzionati a cedere”. Sono quindi allo studio altre forme di protesta e nel frattempo i primi blocchi stradali marginali vengono sciolti e rinforzati quelli sulle arterie principali.

Il leader del movimento dei forconi Martino Morsello dice di “esser disposto a muovere guerra alle istituzioni e che la gente è con lui”. Ma la gente sarà ancora solidale quando a fine mese non percepirà lo stipendio? Sarà ancora solidale quando non ci saà più nulla davvero sugli scaffali? E sarà ancora solidale quando dovrà andare dal medico perché malata e non lo potrà fare perché senza carburante?  Forse è il caso di correggere il tiro: protestare sì ma non affamare la povera gente.
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