TANTI AUGURI PAOLO E GRAZIE…DI TUTTO
di Redazione – Auguri, Paolo. Ti abbiamo pensato tanto in questi anni. Ogni volta che la storia ci ha messi di fronte a una scelta importante ti abbiamo pensato. Cosa avrebbe fatto Paolo? Avrebbe scelto di stare dalla parte di chi ha governato e governa l’Italia o sarebbe stato dall’altra parte della barricata? Quando la questione morale, ciclicamente, torna all’ordine del giorno, ci vengono in mente le tue indagini, la battaglia contro le collusioni dei colletti bianchi e della politica.Ciascuno di noi ha cercato conforto nella tua lezione per portare a termine la propria quotidiana opera d’arte, nella politica come nel giornalismo, da avvocato, medico, impiegato. Quanti ce lo dicono, ogni giorno: voi che vi riempite la bocca con Borsellino e poi fate gli apologeti dell’amico dello stalliere di Arcore, voi intransigenti paladini dell’antimafia a parole. Noi, pero’, non ce ne curiamo, caro Paolo. Ti sentimmo parlare nel 1990 a Siracusa e già in quell’occasione ci fu tutto chiaro.
Credete in qualcosa, siate coerenti con voi stessi, sara’ l’unico modo per non farmi morire invano. Grazie, Paolo, non ne saremmo usciti vivi senza la tua lezione: invece siamo qui, senza svendere nulla della nostra storia. Anche in queste ore nelle quali la Sicilia celebra la propria ennesima presunta rivoluzione, ci sei tu a rammentarci che a volte, come hai fatto tu, si deve servire, per senso delle Istituzioni, anche uno Stato patrigno. Con senso del dovere, con abnegazione, e con lo stesso amore che tu avevi per la tua Palermo. Quella Palermo che non ti piaceva ma che hai imparato ad amare. Perché, come ci hai insegnato, il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.
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