LADY GAGA VS MADONNA: QUANDO L’ALLIEVA NON SUPERA LA MAESTRA
di Alex Minissale - Ma dove devi andare, Lady GaGa, imprenditrice dozzinale delle tue apparenze, dove devi andare, tu che sei personaggio senza persona né personalità? Tu che hai venduto voce, dita e seni al mercato degli stereotipi, cosa hai fatto se non racimolare al tuo seguito gli spettatori di Jersey Shore e i fighettini duepuntozero, dimostrano almeno – di questo te ne do atto – che un idolo somiglia ai suoi fan, o al limite ne cavalca le debolezze: riferiscilo alle femminucce biondo platino e occhialoni opachi che saltellano isteriche al di qua delle transenne. Cosa vuoi fare, Lady G.? Cosa c’è di artistico nel pianificare scandali ai Grammy – una volta vestendoti di carne, un’altra da uomo: non ti resta che vestirti normalmente, finalmente, per alimentare il glamour che alimenta te – cosa c’è di artistico nell’allegare alle tue canzonette (motivetti orecchiabili pompati di bassi) cortometraggi che neppure Paolo Sorrentino?
Cosa c’è di artistico nel tuo papa-paparazzi, architettato su un surrealismo da due soldi e un timbro vocale importato da Gwen Stefani? Basterebbe una Christina Aguilera a stracciarti, in live e in studio – di meno – basterebbe una Katy Perri, tua quasi coetanea artistica, certamente più bella, brava e simpatica di te che sei l’apoteosi del peggiore globo. Tu che ostenti tutto possedendo poco: va’ all’inferno, ché forse lì gli effetti speciali sono alla tua altezza.
E, con il coraggio di alzare il tiro, senza lo straccio di umiltà che qui in Italy manca, come manca a te, a quei simpaticoni dei talent, cerchi di importare dal serbatoio di Madonna ciò che non ti spetta: ma che ti credi, di conquistare l’immortalità a suon di Ale-Alejandro, galvanizzando la folla omo di cui ti ergi icona? Erede di Madonna, tu? Trafugando il testamento, forse. Peggio: tu plagi, e non è una questione di somiglianze, di “Born This Way” ed “Express Yourself”. Il punto è che tu hai plagiato i suoi atteggiamenti, le sue provocazioni, esasperandole oltre la soglia della caricatura, meritando il tal modo la venerazione dei discotecari coi led sotto le automobili e la disistima di chi ha ancora un timpano vagamente selettivo. Ma dove vuoi andare, tu che sei la Germanotta più provincialotta che ci sia, tu che hai rifiutato l’invito di Fiorello – e menomale, per lui – con lo snobbismo tipico di chi migra a Milano e se la tira al suo ritorno in Sicilia?
Pensa alla generazione che hai condannato – non so se sia stata tu a creare loro o loro a creare te – alle tue bravate da venticinquenne in preda a fregola, al sangue fittizio costante permanente dei tuoi “concerti”, nei quali la musica è dequalificata a mero sfondo, lasciando primeggiare la componente coreografica.
Persino una Britney Spears alle prime armi riusciva a conservare sobrietà pur essendo lasciva e ormonale: tu sei il suo squallido corrispettivo per camionisti, sena offesa per la categoria. Non esito a confessare che, sotto i travestimenti da circo Orfei e i quintali di fondotinta, potrebbe esserci del talento: capace di riconoscenza, dotata di vocalità insolita e incline agli strumenti musicali, forse un giorno cambierai, in fondo si tratta di assottigliare arrangiamenti e ornamenti. Ma dovrai partire da zero, cambiare platea, e allora magari meriterai timidi applausi. E per adesso, competere con chi competi è una fortuna strategica, per te. Pensa un po’, duellare con Madonna: la Signora Genialità contro la mezzadra della gleba.
La Regina di tre decenni vs la Mago Otelma dei tamarri.










Patetico. A “Katy Perri certamente più bella, brava e simpatica di te” sono caduto dalla sedia.