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Pubblicato il: gio, dic 29th, 2011

MONTI LANCIA IL CRESCI – ITALIA NELLA CONFERENZA DI FINE ANNO

di Redazione - Due ore e mezza di conferenza stampa in cui il Presidente del Consiglio Mario Monti ha risposto alle domande dei giornalisti sulla manovra finanziaria e sulle prospettive di crescita per il Paese. Ecco in sintesi le fasi salienti dell’incontro con la stampa.

Parte la fase dedicata alla crescita: liberalizzazioni e riforma del mercato del lavoro, da approvare con tempi ”piuttosto veloci”. Dopo il decreto ”salva-Italia”, arrivano le misure ”cresci-Italia”. Monti esclude un’altra manovra-stangata e si sforza di dare agli italiani un messaggio moderatamente ottimistico: i sacrifici chiesti hanno allontanato il pericolo, anche se ”c’e’ ancora molto da fare”.

L’Italia ha rischiato a sentire il premier. ”Stavamo andando in direzione sud est, poi abbiamo frenato”. Meno male, perche’ ”eravamo arrivati sull’orlo di un burrone senza parapetto, e avevamo forze che ci spingevano. Abbiamo puntato i piedi e abbiamo evitato la caduta. C’erano molti avvoltoi nel cielo: ma non siamo caduti, quindi non ci mangiano”. Ma c’e’ mancato poco: ”La situazione e’ stata acciuffata per i capelli”.

”Certo – spiega – non e’ una manovra espansiva. Ma l’unica alternativa, non fare la manovra, avrebbe prodotto una recessione esplosiva, avrebbe fatto scoppiare il sistema. E’ stato richiesto di fare una corsa da fermo, a ostacoli e con handicap” e’ la metafora cui ricorre il premier. Ora, pero’, il governo non ha in mente altre stangate: ”Nessuno pensi ne’ che occorra un’altra manovra nel senso classico della costrizione, ne’, che siccome e’ stata fatta una manovra pesante e robusta, ora ci puo’ essere larghezza finanziaria”.

Il governo intende andare avanti in parallelo sulle liberalizzazioni (ci sara’ ”uno sforzo intenso e ben distribuito sulla concorrenza e le liberalizzazioni in modo sistematico”) e sulla riforma del mercato del lavoro; ma quest’ultimo capitolo presuppone un confronto con le parti sociali che richiedera’ un po’ piu’ di tempo. La seconda tranche di misure sara’ comunque pronta per il consiglio europeo di febbraio. ”L’Italia non e’ la Danimarca, ma la direzione e’ quella”: dunque ‘ piu’ flessibilita‘ (”il lavoro sempre nello stesso posto sara’ sempre piu’ raro”) temperata da una buona rete di protezioni. Questi gli obiettivi primari. Poi, certo, il debito pubblico va certamente aggredito: ma non e’ il momento di parlarne. Comunque, dice Monti su questo tema, ”non escludo niente”.

”A volte credo di essere stato nominato per dare risposte all’opinione pubblica tedesca, perche’ in Germania sono considerato il piu’ tedesco degli economisti italiani”. Il premier non risparmia critiche alla classe politica tedesca: ”Deve recuperare una visione di piu’ lungo periodo”.

Monti smentisce di volersi candidare al colle. ”E’ un tema al quale non penso per niente”, taglia corto. E smentisce anche di pensare a far entrare esponenti politici nel governo: ‘Non ci avevo piu’ pensato. Non ho fatto nessuna riflessione di rimpasto…per usare questo orrendo termine”. Insomma, il suo resta un governo tecnico.

”Anch’io naturalmente controllo lo spread ogni giorno, ma senza divinizzarlo se va bene e senza demonizzarlo se va male. Dovevamo essere preoccupati quando saliva nonostante la bce acquistasse titoli italiani. In questi giorni e’ tornato a salire, ma bisogna anche considerare che la bce non sta piu’ comprando titoli. E comunque nei fondamentali della nostra economia non c’e’ nulla che giustifichi uno spread cosi’ alto”.

Il premier cita il suo predecessore a Palazzo Chigi, nella conferenza stampa di fine anno del 2010. Disse che ”l’elemento psicologico nella crisi e’ fondamentale” e che ”bisognerebbe fare un bagno di ottimismo”, invitando i giornali a scrivere notizie positive. Monti sottoscrive, almeno in parte :”Mi astengo dal fare inviti ai giornali ma sono sicuro che lo sforzo che stiamo facendo puo’ portare a un moderato ottimismo”.

”Un governo come il nostro dovrebbe avere un tasso di popolarita’ pari a zero…Invece i sondaggi mostrano che gli italiani apprezzano”.

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