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Pubblicato il: mar, dic 13th, 2011

PUPI AVATI, IL POKER E L’AMICIZIA: “REGALO DI NATALE” E “LA RIVINCITA DI NATALE”

di Lorenzo Quilici – Uno dei più brillanti registi del nostro Paese, il bolognese Pupi Avati, si è cimentato nel corso della sua carriera quarantennale nel trattare anche il tema del gioco d’azzardo attraverso due film che, girati a distanza di diciotto anni l’uno dall’altro, sono riusciti descrivere magistralmente quel mondo, con tutti i suoi vizi, le miserie e le mille sfaccettature umane: “Regalo di Natale”, uscito nelle sale nel 1986 e “La rivincita di Natale” del 2004. Protagonisti di entrambi i film sono quattro amici che decidono la notte di Natale di fare un partita a poker con un industriale di giocattoli, l’avvocato Santelia, noto per essere un gran giocatore che spesso però perde cifre ingenti. I quattro sperano così di “spennarlo” per dividersi la vincita. Tra essi comunque il legame, che di certo non si ferma solo alla passione per il tavolo verde, non è del tutto idilliaco poiché vi sono vicende torbide che risalgono addietro nel tempo, e che rendono, tra alcuni di essi, i rapporti tormentati. Così è tra Franco, splendidamente interpretato da un giovane Diego Abatantuono e Ugo, interpretato da Gianni Cavina, che a causa di una donna amata e contesa da entrambi hanno rotto l’amicizia. Gli altri due amici hanno i volti (noti) di Alessandro Haber e di George Eastman.

Il film sicuramente non si basa sull’azione o su vicende complicate, ma piuttosto sulla psicologica dei singoli personaggi, i quali sono ottimamente caratterizzati e sono interpretati da cinque bravissimi attori che riescono, così come anche nel sequel “La rivincita di Natale”, a creare una suspence davvero di prim’ordine: la partita di poker, che in entrambi i film mette a nudo i personaggi togliendo loro le maschere e rendendoli vulnerabili, è molto teatrale, ricca di gestualità degli attori, con moltissimi primi piani che fanno sembrare a colui che guarda il film di essere anch’egli presente. Molta della tensione che si percepisce nelle due opere cinematografiche deriva dalla felice scelta di Pupi Avati di ambientare la maggior parte delle scene in degli spazi chiusi, ristretti (esempio principale è la partita di poker vengono giocata – sia in “Regalo di Natale” che in “La rivincita di Natale” – all’interno di una villa signorile alle porte di Bologna). Sicuramente chi dà il meglio di sé nell’interpretazione, dovuta ad una eccellente caratterizzazione del personaggio, è Carlo Delle Piane: la sua bravura è stata premiata con l’assegnazione alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1986 della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

La rivincita di Natale”, dunque, rappresenta sicuramente uno dei meglio riusciti sequel dell’ultimo decennio ed una delle prove migliori dietro la cinepresa per il maestro Pupi Avati. L’atmosfera natalizia, ricca di buone azioni e di allegria, di certo non contagia i protagonisti, i quali sono pieni di acredine l’uno verso l’altro per la partita giocata diciotto anni prima. Franco, divenuto proprietario della maggior parte dei cinema di Milano, e dunque economicamente risollevatosi dalla batosta subita sul tavolo verde quasi un ventennio prima, decide di voler la rivincita. I protagonisti, in una sorte di gioco delle parti, si ritrovano per una seconda volta a rivivere quell’attimo che li mette a confronto in valore assoluto, senza considerare del tipo di vita che conducono in quel momento. L’irrequietezza della antica amicizia viene a traslarsi nel mazzo delle carte che legge e, ancora una volta, fa confrontare l’anima e il cuore di chi prende parte al cinico gioco.

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