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Pubblicato il: mer, nov 23rd, 2011

SICILIA E CALABRIA IN GINOCCHIO. TRE I MORTI

di Aragorn - I danni del maltempo in Sicilia e Calabria fanno meno notizia. Non ce ne vogliano Genova e la Liguria, dove la furia delle acque ha messo in ginocchio una vasta area di popolazione, ma la poca attenzione rivolta ieri dagli organi di stampa verso quanto accaduto fra Messina, Reggio Calabria e Catanzaro è stata a dir poco clamorosa. Forse non c’era un Berlusconi a cui dare la colpa, oppure semplicemente esiste ancora un’Italia di serie A ed una di serie B, vittime di serie A e serie B.

La polemica è aperta, ma nel frattempo nei luoghi interessati si lavora sodo. Da ieri sera sono 22 i volontari della Croce Rossa Italiana che, con l’ausilio di 2 automezzi, prestano soccorso alle popolazioni del messinese. A Saponara, dove nella frazione di Scarcelli a causa di una frana hanno perso la vita 3 persone, i volontari, provenienti dal Comitato Provinciale CRI di Messina sono intervenuti immediatamente sui luoghi del disastro. Attualmente sono impegnati a togliere il fango e a reperire generi di primo conforto per gli abitanti, quali coperte, cibo, acqua.

In Calabria, sempre a causa del maltempo, sono stati allertati dalla Prefettura di Catanzaro 40 volontari CRI. Una parte di essi in seguito al deragliamento di un treno in località Feroleto, a Lametia Terme, sono intervenuti nelle operazioni di soccorso.  Il treno è deragliato e il ponte che aveva appena superato è crollato. Tutte le scuole sono chiuse e i cittadini sono stati invitati a non muoversi dalla loro case e a mantenersi nei piani alti, soprattutto per consentire ai mezzi dell’amministrazione al lavoro sulle strade una rapida soluzione dei problemi e assicurare nuovamente l’accesso alla città. Per venerdì la Protezione civile ha previsto un nuovo allerta, mentre oggi è atteso in città il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli.

‘Siamo in una situazione di emergenza sulla quale l’attenzione deve essere richiamata in maniera ordinata ma con rapidita”: questo il commento del ministro all’Ambiente Corrado Clini . Il ministro ha sottolineato come “questi scenari erano già stati previsti dal Panel delle Nazioni Unite e dall’Organizzazione meteorologica mondiale. Il cambio delle condizioni climatiche impone un cambio di utilizzazione del territorio. Con il clima cambia la geografia ma anche l’economia di alcune zone. E’ importante – ha sottolineato – una manutenzione del territorio per evitare che forti piogge generino dei disastri, impegnarsi sulla manutenzione delle infrastrutture e lavorare in maniera forte per difendere il patrimonio boschivo”. Infine ha concluso: ‘Dobbiamo affrontare subito le emergenze ma soprattutto lavorare perche’ nei prossimi anni non si verifichino danni’.

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