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Pubblicato il: mar, nov 15th, 2011

L’ITALIA, LE BORSE E LO SPREAD CHE NON SI ABBASSA

di Giuseppe Failla – Dopo giorni di sostanziale recupero Milano torna sui suoi passi. Nella giornata di ieri ha lasciato sul terreno a metà giornata l’1,5%. Torna a crescere lo spread assestandosi attorno ai 500 punti base, ben lontano dai 570 delle scorse settimane, in linea con quanto previsto dagli analisti ma forse non con le aspettative di quanti più che nell’effetto monti credevano nel miracolo delle dimissioni di Berlusconi. È andata a buon fine l’asta dei btp quinquennali che comunque pagano rendimenti al 6,79 % record dal 1997.

L’incertezza crescente sull’intera eurozona destabilizza i listini di tutte le piazze europee. Il Superindice OCSE (indice che rappresenta l’aggregato di dieci diversi indicatori economici e che sintetizza lo stato di salute dell’economia dei paesi OCSE) segna un calo dell’ 1,3 % per la Germania e un dell’1 % per l’Italia mentre continuano le tensioni attorno al Rating di Francia e Austria che potrebbero perdere la tripla A. Sullo spread influisce negativamente il sempre crescente interesse degli operatori finanziari sui BUND tedeschi che segnano un calo di 8 punti base. Cresce lo spread dei decennali francesi che tocca quota 148pb e di quelli spagnoli giunti a quota 422pb.

La Francia sembra adesso il prossimo obiettivo. Nonostante il suo debito sovrano sia all’83% pesa sui titoli francesi i tempi lunghi per il pareggio di bilancio, previsto per il 2017 contro il pareggio italiano previsto per il 2013.

E mentre Soros intona il suo personale ed interessato De profundis dell’area Euro dalle pagine di un giornale tedesco, i leader europei sembrano far di tutto per verificare le sue previsioni, continuando a presentarsi in ordine sparso all’opinione pubblica salvaguardando il loro orticello a svantaggio dell’Unione e dell’Euro. Come interpretare se non in tal senso le dichiarazioni di Jens Weidmann, Banchiere Centrale tedesco e membro del Consiglio della BCE che ribadisce fermamente la contrarietà della Germania all’utilizzo della politica monetaria della BCE come antidoto ai problemi di insolvenza dei Paesi dell’area Euro e delle banche?

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