IL RESIDENTE DELLA CAMERA
di Aragorn - Li ricordiamo tutti quei 12 secondi da Santoro. Lo spezzone dell’intervista in cui Gianfranco Fini prometteva all’Italia che avrebbe rassegnato le dimissioni da Presidente della Camera subito dopo quelle di Berlusconi da capo del governo. Ed allora siamo tutti qui in attesa, chiedendo che alle parole seguano i fatti. Si, ma quando? Quando il presidente meno super partes della storia della Repubblica deciderà di liberarci della sua fastidiosa presenza? Coi minuti cresce la nostra ansia, la nostra voglia di esultare, magari non nel modo vergognoso dei faziosi ed organizzati contestatori di sabato sera, ma con sobrietà, ed un semplice sospiro di sollievo.
Ma lui a quanto pare non ne ha intenzione. Rimarrà bello incollato alla sua poltrona che tanto ha desiderato e che ora non vuole mollare per nulla al mondo. Non si tratta di una sensazione a pelle, ma di un’amara constatazione. L’ha dichiarato in queste ore, ha chiesto di non pensare più al passato ed andare avanti. Ma come signor Fini? Come può chiederci di dimenticare? Com’è possibile dimenticare il tradimento suo e dei suoi uomini? Un tradimento che ha ridotto i numeri della maggioranza in Parlamento, conducendoci dritti dritti nella direzione attuale: quella di un governo non eletto dai cittadini, fatto da burocrati e banchieri. E lui che fa? Non si muove, fa finta di nulla, col suo bel campanellino che lo rende felice come un bambino.
Come mai adesso i contestatori non tornano in piazza a chiedere le dimissioni di Fini, a chiedere di rispettare quanto promesso il 24 febbraio scorso? Perchè basta dichiararsi nemico di Berlusconi per uscire dalle antipatie di una certa Italia, che di spontaneo non ha nulla. Costruita nelle sedi di partito cova odio, rancore e rabbia per poi rovesciare tutto in piazza con la scusa della protesta per la crisi economica. Fini ha tradito gli elettori che nel 2008 consegnarono anche a lui le chiavi dell’Italia, ed oggi ancora una volta è incapace di mantenere la parola data.
Non esiste alcuna ragione per rimare li dove si trova. Le sue dimissioni non farebbero aumentare lo spread e impazzire i mercati, l’Europa non avrebbe alcuna obiezione da fare, molti italiani ne sarebbero felici, molti altri del tutto indifferenti, forse ai suoi (pochi) sostenitori potrebbe dispiacere, ma chi se ne frega! Restare su quella poltrona ha solo lo scopo di mantenere visibilità, l’unica carta da giocare in una campagna elettorale che rischia di essere disastrosa, motivo per cui il Fli ha cercato e cerca di allontanarla il più possibile.
Il residente della Camera resta al suo posto, incapace di mantenere la parola data anche quando ciò è stato fatto in diretta televisiva.









