I MERCATI ITALIANI IN MEZZO ALLA BUFERA
di Giuseppe Failla
Il perdurare di una situazione di incertezza politica sta avendo un impatto negativo sul mercato. Il paso indietro di Berlusconi ha innescato una crescita del tasso di rendimento dei titoli di stato sull’onda dell’incertezza sul governo che verrà. Gli operatori percepiscono negativamente l’ipotesi di elezioni anticipate a Febbraio e preferirebbero un governo tecnico, ma anche in questo caso la lentezza nel costruire una valida alternativa influisce negativamente sul rischio paese.
Intanto l’aumento del rischio sui titoli di stato italiani ha indotto una delle principali clearing house (casse di compensazione dove si regolano le operazioni sui prodotti finanziari), Lch Clearnet, ad aumentare il margine di garanzia, richiesto a coloro che operano con titoli di stato italiani, dal 3,5 al 5%. Nel concreto aumenta il costo per gli operatori bancari che si finanziano pronti contro termine offrendo come garanzia titoli di stato italiani e di conseguenza il costo della liquidità.
Questa mossa era attesa già da qualche giorno; di norma ciò accade quando lo spread tra i rendimenti dei titoli di stato di un paese dell’Eurozona supera i 450 punti base sulla media degli altri paesi con tripla A. Cresce anche il differenziale tra titoli spagnoli e tedeschi che supera quota 400 pb e tra i titoli francesi e quelli tedeschi che raggiunge il record di 140 pb nonostante l’elevatorating d’oltralpe.
[1]










