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Pubblicato il: lun, nov 7th, 2011

PAGHIAMO ANCORA UNA VOLTA LA MESCHINITA’ DELLA NOSTRA CLASSE POLITICA

di Giuseppe Failla

Il dramma quotidiano dei nostri titoli del debito pubblico è alimentato dal comportamento insensato della nostra classe politica. Nonostante l’Italia possieda fondamentali di gran lunga superiore a quelli della Spagna o della Grecia in questo momento rimane nell’occhio del ciclone a causa della precarietà dei numeri in parlamento. Una transumanza continua da una parte all’altra dello schieramento è uno spettacolo ignobile per noi cittadini.

Sarebbe certo di gran lunga più auspicabile una assunzione di responsabilità di maggioranza e opposizione che renda più rapidi ed efficaci i provvedimenti anti-crisi. Si è fatto di Berlusconi il capro espiatorio della crisi. Si invocano le sue dimissioni, che a mio avviso diventano sempre più inesorabili, ma di elezioni in tempi brevi non credo si possa parlare. Un periodo di tempo con una guida del paese debole e temporanea non ce lo possiamo proprio permettere. I mercati non rispettano i tempi della politica. Allora? Un governo di unità nazionale. Ma sarebbe davvero così unito? Così credibile da riuscire a fare ciò che un governo democraticamente eletto, e distrutto dall’insensatezza di alcuni che hanno cercato e cercano solo il loro profitto personale, non riesce a fare? E cosa farebbe una eventuale alternativa? Potrebbe solo limitarsi a dar seguito agli impegni europei. Diversamente risulterebbe poco credibile anch’essa.

In tutta onestà la cosa più giusta non è un passo indietro unilaterale di Berlusconi che, se non accompagnato da una valida alternativa immediata sarebbe deleterio. E allora? Che facciano tutti marcia indietro! Che capiscano, maggioranza e opposizioni, che i grandi uomini e statisti non si vedono nel momento delle vacche grasse! Che comprendano che sedersi attorno ad un tavolo evitando di farsi la guerra in maniera insensata, sarebbe un gesto di grande responsabilità e che farebbe loro acquisire nuova credibilità nazionale ed internazionale.

Paghiamo questo. Mentre gli altri stanno peggio di noi, forse. Mentre la Francia vara una manovra da 100 Miliardi di Euro, e innalza l’età pensionistica a 62 anni, Permettiamo a Monsieur Sarkò di ridere di noi. Permettiamo al mondo di pensare che non ce la faremo, perché Berlusconi non va bene ma una valida alternativa non c’è. Mentre, è notizia di oggi, i dati sulla produzione industriale tedesca deludono. Gli italiani che la mattina si svegliano alle 6 per andare al lavoro, le PMI che costituiscono il nerbo del nostro Paese, le menti eccellenti che tutti ci invidiano e ci portano via costituiscono il nostro valore.
Tutto il resto è solo una lurida pantomima di palazzo.

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