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Pubblicato il: mar, nov 1st, 2011

LUCIDO, FOLLE, MODERNO: EZRA POUND


Ezra Pound
di Paolo Di Caro

Primo novembre 1972. Moriva Ezra Pound, poeta visionario, economista, filosofo, orientalista. Zio Ez divideva e divide, lui tanto orgoglioso da soffrire a Metato, nei pressi di Pisa, campo di concentramento anglo americano, colpevole di reati di opinione. Le iperbole linguistiche e lo schizofrenico rapporto con la realtà ne hanno fatto un esempio unico nel panorama letterario mondiale, precipitato nell‘oblio dalle sue simpatie fasciste e resuscitato dalla straordinaria attualità delle sue teorie.

Ezra odiava la moneta e il primato dell‘economia, ma non lo vedrete mai fra le icone degli indignati mondiali: troppo scomodo, troppo proletario, troppo anticonformista. Troppo attuale, aggiungeremmo, con il suo odio viscerale per speculatori, banchieri e usurocrati, declinato nel disprezzo per le decadenti democrazie occidentali, incapaci di reggere l‘urto del pompaggio di moneta nelle economie nazionali. Probabilmente avrebbe compreso prima di altri quale fregatura si nascondesse nell‘affidare le sorti di una Nazione al rapporto fra Bund tedeschi e Btp italiani, all‘umore di un trader strafatto di cocaina, alle banche europee e mondiali, alle governance globali vaneggiate da massoni, finanzieri senza scrupoli e politicanti “camerieri dei banchieri“.

Lui, Ez, poetico “pazzo“ dei Canti Pisani, devastato e dimenticato, capace fra filosofia orientale e metrica ardita di ricordarci che solo “ciò che veramente ami rimane, tutto il resto e scorie“. Ez, troppo spesso trasformato in un abusato aforisma del rapporto fra idee e azione e‘ stato molto di più. Ez non e‘ il coreuta di una cultura col torcicollo, ne‘ il feticcio di una generazione di ex, post, neofascisti: e‘ un geniale e attualissimo economista, un cantastorie che non indulge nel passatismo, ma vede il futuro, lo rincorre, lo sogna, lo pone come asticella oltre la quale elevarsi. Ezra, da profondo antidemocratico, ci aiuta a riflettere sul significato di questo termine, sulla sua natura etimologica e culturale, sull‘ipocrisia di chi ha sostituito un sistema di valori che richiamavano al potere del popolo ad un simulacro intangibile, convenzione piu‘ che convinzione.

Raccogliamo il consiglio che Ezra Pound dava ai giovani in una intervista del 1968 alla televisione italiana: bisogna avere curiosita‘, anche nella cultura, senza lasciare alle “intellighentie“ il compito di stabilire cosa sia attuale o politicamente corretto. Schizofrenici, eclettici, lucidi, eretici. Proprio come lui, Ezra Loomis Pound, poeta ed economista. 

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