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Pubblicato il: lun, ott 17th, 2011

CHE PENA GLI INDIGNADOS ALL’AMATRICIANA CHE POTEVANO PIACERE A DESTRA…

Ezra Pound  contro l'Usura Bancariadi Ulderico de Laurentiis

Avremmo voluto scrivere di quanto condividiamo, da destra, le motivazioni che spingono la protesta globale dei cosiddetti “indignati”. Ci sarebbe piaciuto ragionare e confrontarci su suggestioni a cui quella parte nazional popolare, ma soprattutto “Poundiana” del centrodestra italiano, guarda con simpatia, non avendo mai aderito ciecamente alla logica del mercato sovrano, della politica che resta passiva, se non servile, nei confronti del potere finanziario internazionale e dell’agenda di banchieri e multinazionali.

Volevamo evidenziare e approfondire quei segmenti di pensiero che ci vedono accomunati a chi chiede un cambiamento nelle “regole” della finanza e dell’economia in genere, a chi vuole un ritorno del primato della politica sul mercato, un recupero della nostra sovranità, anche e soprattutto in materia di politiche monetarie.

Era nei nostri desiderata approfittare di un così alto momento storico per lanciare una seria provocazione a Mario Draghi, che forte della sua poltrona d’oro, nonostante si trovi dall’altro lato della barricata (il lato di quell’1% che la crisi non la paga e non la pagherà),  si era preso anche il lusso (l’ennesimo) di dire che “i ragazzi hanno ragione“, che fanno bene a protestare. 

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E la provocazione che gli volevamo lanciare era quella di chiedergli un parere, da banchiere centrale, su quanto va affermando il Prof.  Bruno Amoruso, economista, professore emerito nell’Università di Roskilde (Danimarca), dove insegna dal 1972 Economia internazionale e dello sviluppo, e titolare della cattedra Jean Monnet sulla Cooperazione economica e la coesione sociale dei paesi dell’Unione Europea. Amoruso. con Draghi, si è formato sugli studi di Federico Caffè, di cui sono stati entrambi allievi; in questo video potrete ascoltarlo mentre suggerisce di chiamare la “crisi” per quello che è: truffa finanziaria, architettata intenzionalmente con politiche programmate per realizzare l’esproprio dei risparmi di milioni di cittadini europei. Un esproprio aiutato da appositi strumenti legislativi.

Amoruso non suggerisce rivoluzioni armate, società utopiche, dittature ideologiche, ma semplicemente di riportare il sistema bancario sotto il reale controllo dei cittadini. Su questo ci saremmo voluti confrontare, sostenendo magari, buona parte delle ragioni degli indignati.

Ma questo oggi non si può fare. Oggi dobbiamo parlare di altro purtroppo, spostando l’attenzione ancora una volta sull’italica incapacità di porre seriamente delle questioni di interesse globale; con in aggiunta la solita, noiosa, controproducente tendenza a sprofondare nella barbarie, nell’inciviltà, nell’odio politico e umano e naturalmente nell’anti-berlusconismo, panacea di tutti i mali del nostro mondo. Se si elimina Berlusconi, il mondo respira, la crisi finisce, i salari aumentano, le industrie prosperano, l’agricoltura fiorisce, l’inquinamento diminuisce, il sole splende e i bambini del terzo mondo non saranno mai più affamati.

Il Movimiento 15-M, noto anche come movimento degli indignados è un movimento sociale di cittadini spagnoli che ha dato vita ad una larga mobilitazione di protesta pacifica dal basso di fronte alla grave situazione economica in cui versa il paese. Inizia a scendere in piazza nello scorso maggio, si ispira alle primavere arabe e ben presto allarga i suoi confini su scala globale, gemellandosi negli U.S.A. con il movimento “Occupy Wall Street“, gli indignados che  dimostrano contro la Borsa di New York. Borse, Agenzie di Rating e Banche centrali: il potere finanziario globale è l’obiettivo di questo movimento spontaneo, popolare e orizzontale che ha capito fin da subito quali devono essere gli obiettivi da colpire per conquistare il cambiamento.

Ma in Italia si sa, abbiamo la fissa del Berlusca e troppo spesso gli occhi foderati di mortadella. Quindi gli indignati italiani diventano un vestito nuovo da far indossare a girotondini, centri sociali, popolo viola, spidertruman e Francesco Caruso vari…

Il corteo del 15 ottobre viene fin da subito strumentalizzato dai partiti della sinistra, non a caso Pannella ne viene cacciato perchè i deputati radicali hanno commesso un atto gravissimo: garantito il numero legale (votando contro) il giorno della fiducia al Governo Berlusconi.  Così ci ritroviamo che a guidare la manifestazione italiana ci sono i sostenitori della caduta di Berlusconi, da sostituire con un governo tecnico, guidato proprio da un rappresentante di quei poteri forti (Monti, Draghi o Amato?), contro cui invece si scaglia il movimento nel resto del globo.

Come si fa a negare che si tratta di puro tafazzismo italico? Come si può dire che le falci e martello comparse ovunque a Roma sono accomunabili alla protesta di New York?

Vogliamo mettere la presenza dello “scassatore” Luigi De Magistris nel corteo italiota con quella di Julian Assange in quello Londinese? Di che parliamo? Parliamo di “scassare” allora e di scassatori puri come quel Black Bloc che su Repubblica spiega come si sono preparati alla guerriglia in Grecia e durante tutta l’intervista non fa altro che vantarsi di quanto siano stati bravi a fregare, scassare (appunto) e darle di santa ragione alle guardie, senza uno straccio di passaggio su un obiettivo minimamente politico su cui illegittimamente, immoralmente e soprattutto illegalmente,  ma almeno con senso pratico, poteva essere indirizzato il loro attacco?

Nulla di ciò… l’obiettivo era solo scassare. Scassare Roma, scassare le auto, scassare i mezzi delle forze armate, scassare, scassare, scassare. Sono soltanto la versione post-adolescenziale di quei ragazzacci che girano in scooter nelle piazze delle nostre città producendo muri imbrattati, panchine divelte e tutta una serie di inciviltà puntualmente documentate sulle testate locali di qualsiasi regione della nostra Italia.

Magari odiano Berlusconi perchè è di moda, frequentano i centri sociali perchè fa tendenza, si incappucciano e lanciano molotov perchè odiano la polizia, non sopportano l’ordine, gli provoca disagio, frutto di più recondite manie psichiche, ma non sono rivoluzionari, sono solo teppisti.

E hanno raggiunto un unico, tristissimo risultato: oggi si parla della loro violenza, ma non delle ragioni, in parte giuste, in parte sbagliate, ma sacrosante, che ancora una volta nella storia del mondo, muovono i popoli contro delle Elite dominanti.

La pena è tanta, la rabbia pure, ma gli Indignados, almeno in Italia, rischiano di diventare solo degli Scassatos…

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