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Pubblicato il: mer, set 14th, 2011

UN AIUTO CONCRETO PER LE NUOVE IMPRESE GIOVANILI E FEMMINILI

di Red. Pol.

Approvato dall’Ars il ddl Pogliese che introduce sgravi fiscali per incentivare l’imprenditorialità giovanile e femminile in Sicilia.

L’invecchiamento della società italiana sembra specchiarsi nella struttura portante della nostra economia. Un’ indagine condotta dalla società consortile di Informatica delle Camere di Commercio Italiane, attenzionando il quinquennio 2005-2010, rileva come in 5 anni i titolari d’imprese individuali con meno di 30 anni si sono ridotti di oltre il 15,8%, arrivando a essere appena il 6,9% del totale (nel 2005 erano 7,9%), mentre è aumentata la quota degli imprenditori con più di 70 anni, oggi all’8,8% quando nel 2005 erano all’8,5%.

Un dato allarmante, soprattutto in virtù del fatto che i giovani rappresentano il nostro futuro, la forza motrice del Paese, e dovrebbero fornire alle aziende quella carica innovativa tanto attesa anche in ambito Ue. La situazione è ancora peggiore nella nostra isola, dove dobbiamo subire il ribaltonista Governo Lombardo, a trazione PD con la sua Giunta di ‘tecnici’, che si è ampiamente dimostrato incapace d’iniziativa legislativa e amministrativa e si è distinto per l’acclarata mancanza di programmazione economica. Il XXXVI Report Sicilia della Banca d’Italia ha rilevato come gli indicatori statistici sulla congiuntura economica nel primo semestre del 2011 prefigurano una situazione di sostanziale stagnazione.

Il tasso di attività della regione, dato dal rapporto tra le persone appartenenti alle forze di lavoro e la popolazione di 15/64 anni di età, ha toccato, lo scorso anno, il 50,1 per cento (50,6 per cento nel 2009), un valore nettamente inferiore al dato nazionale (62,2 per cento) e tra i più bassi in Italia. E in una congiuntura così critica sono i giovani siciliani a farne le spese: il tasso di disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni) si è impennato nel corso del 2010 a quota 41,3 per cento, a fronte di un’aliquota media nazionale del 27,8 per cento. Innanzi a uno scenario a tinte così fosche occorrono iniziative incisive e concrete, in grado di riattivare le rondelle del meccanismo economico siciliano, puntando in particolar modo sui giovani e sulla loro voglia di fare, e fare nella loro terra senza essere costretti a emigrare.

Ecco il perché di un ddl, che ho presentato all’ Ars, sugli “Sgravi fiscali per incentivare l’imprenditorialità giovanile e femminile in Sicilia”, che è stato approvato nei mesi scorsi dall’Assemblea regionale siciliana. La nuova normativa permetterà l’esenzione dall’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (Irap), per cinque periodi d’imposta, per le imprese giovanili e femminili che si costituiscono o che iniziano l’attività lavorativa entro il 31 dicembre del 2012, aventi sede legale, amministrativa e operativa nel territorio della Regione.

Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’età del loro titolare, per le imprese giovanili, sia compresa fra i 18 e i 40 anni, mentre per le imprese femminili non vi è alcun criterio anagrafico. E’ un’iniziativa molto incisiva questa degli sgravi fiscali, in grado d’incidere concretamente sulla situazione economica e lavorativa siciliana, permettendo di capitalizzare altre novità importanti dal punto di vista fiscale volute dal governo nazionale che ha individuato una tassazione forfettaria del 5% per quanto riguarda le imprese giovanili under 35. Quindi gli imprenditori siciliani under 35 possono cumulare la tassazione forfettaria del 5%, per tutte le imposte di competenza nazionale, con l’esenzione totale dell’Irap per cinque anni.

Uno stimolo reale, e una forte iniezione di fiducia, per l’imprenditoria giovanile e “rosa” nella nostra amata Sicilia. Sono questi importanti interventi legislativi che possono facilitare la creazione di nuove realtà imprenditoriali all’interno di un contesto di oggettiva crisi, come quello che sta oggi vivendo il Paese, e in particolar modo la nostra Isola, andando a colpire e risolvere alcune criticità del sistema economico che rendono così difficile fare industria in Sicilia. Criticità come appunto l’Irap, che oggi è applicata al 4, 82%, ed è probabilmente l’imposta più odiata perché è applicata a prescindere dal risultato di esercizio poiché non sono considerati deducibili sia gli oneri per il costo del lavoro, sia quelli per gli interessi passivi. Quindi nel caso d’imprese che raggiungono il pareggio di bilancio, o addirittura, un deficit di bilancio, ma che hanno parecchi occupati, o hanno avuto la necessita di ricorrere al prestito bancario, queste imprese sono quelle più penalizzate.

Ecco perché l’esenzione totale dall’Irap per cinque anni credo possa rappresentare, insieme all’altro intervento legislativo nazionale, uno stimolo concreto per dar vita a nuove realtà imprenditoriali andando a sostenere il sogno di tanti giovani siciliani di voler lavorare, e produrre, nella loro terra, arricchendo economicamente e socialmente la Sicilia.

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