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Pubblicato il: sab, set 10th, 2011

PROFUMO DI…GNOMI E POTERI FORTI

di Cyrano

Questi imbolsiti e tristi figuri che riempiono le pagine dei giornali italiani fanno un po’ tenerezza. Montezemolo, Profumo, Monti, Mieli, per soffermarsi su quelli più gettonati: imprenditori, a voler essere generosi, banchieri, lobbisti e portavoce dei poteri forti, come i Cavalieri dell’Apocalisse si presentano sul loro cavallo e vorrebbero far credere agli Italiani che non portanola Morte, come vorrebbe la logica  e anche l’estetica, ma una nuova vita per l’Italia. Non so se ci spieghiamo bene: avete presente un simpatico signore che ha rappresentato il “made in Italy” con gli aiuti dello Stato, un banchiere che vi ha succhiato il sangue e poi è andato in pensione con venti milioni venti di liquidazione, un simpatico vecchietto che gioca al lobbismo nella Trilateral e un giornalista furbissimo che fa il figo contro gli sperperi della politica, da Cortina, dimenticando i suoi privilegi di “casta”, quella dei giornalisti? Proprio loro. Loro salveranno l’Italia. Profumo, addirittura, viene ossequiato dalla derelitta sinistra italiana, considerato un eroe che ci porterà fuori dai guai: verrebbe voglia di votare Penati alle primarie…

In fondo è la solita Italia, solo che anche i personaggi si adeguano ai tempi che cambiano e quindi se nell’era di Andreotti il “deus ex machina” dei poteri forti era Cuccia, coi suoi silenzi imperturbabili e l’aria da grande vecchio, oggi tocca accontentarsi di questo ex banchiere al caviale, passato dalla bocciofila di Unicredit alle paginone sugli ossequiosi giornali nostrani, sempre pronti a salire su un carro, qualunque esso sia.

Montezemolo è un caso a parte. Uno che è stato il marito della Fenech merita tutto il nostro rispetto e considerazione, anche se Giovannona coscialunga avrebbe maggiori credenziali per fare la salvatrice della Patria rispetto a questo signore che da tre anni ci terrorizza con i suoi propositi di scendere in campo: ci ricorda il figlio di Gheddafi quando si era messo in testa di giocare al calcio solo per meriti economici, pessimo calciatore che ogni volta che cambiava squadra annunciava sfaceli a destra e a manca, salvo far ridere curve e tribune per i risultati agonistici. Per Luca Cordero siamo ancora alla conferenza stampa, eterna, lunghissima, snervante. Quando mai dovesse scendere in campo, l’unico che lo seguirebbe sarebbe lui: Gianfranco Fini in Tulliani, si, quello di FLI e di Montecarlo, lo

stratega, il numero tre dopo Casini e Rutelli, il Richelieu del quartiere africano. Una coppia fantastica, ma destinata ad infrangersi sulle velleità della Tulliani: quanto durerebbe il matrimonio con Gianfranco non appena i suoi familiari venissero a sapere a quanto ammonta il conto in banca di Montezemolo?


Monti e Mieli si annullano a vicenda
e si accontentano di parlar bene l’uno dell’altro: quanto sei bravo, quanto faresti bene all’Italia, quanto diminuirebbe lo spread (è una parolaccia, fidatevi) se ci fosse uno credibile come te. Perché? Perché in Italia non possiamo avere anche noi qualche candidato a salvatore della Patria un minimo dignitoso? Che so, uno come Strauss-Khan, lui violenta le cameriere negli alberghi, ma ha un fisico, un portamento, due o tre intellettuali porcelloni (saranno gli stessi di Cesare Battisti) che lo difendono sempre. Oppure persino lo stesso Cesare Battisti, perdinci, delle due l’una: o mandiamo i paracadutisti a prenderlo o gli facciamo fare, che so, almeno il Ministro della Giustizia, così bello, maudit, arrogante, abbronzato, strafottente. Invece niente: solo vecchietti e macchiette, iettatori e sanguisughe. Siamo predestinati alla dissoluzione, ma almeno lasciateci andare in “default” con dignità, fateci scegliere dei becchini che non si vendano le nostre ceneri, fateci credere che nessuno metterà una tassa sui cari estinti che saremmo noi.

Per favore, qualcuno ci sveglia da questo incubo?
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