I GIOVANI DEL PDL LANCIANO IL CODICE ETICO: INTERVISTA A MARIA GRAZIA FRIJIA
di Ulderico de Laurentiis
Abbiamo incontrato Maria Grazia Frijia (PdL), un recente passato nelle giovanili di partito e attualmente vice presidente del consiglio comunale della Spezia.
Con lei abbiamo discusso dell’iniziativa di presentare un Manifesto Etico del PdL, subito balzato agli onori delle cronache nazionali, soprattutto per la coraggiosa idea di mettere in discussione la posizione di chi – nel Popolo della Libertà – si trova alle prese con problemi giudiziari.
Consigliera Frijia, qual è stato il fattore scatenante? Cosa ha portato alla stesura di questo “codice etico” ?
Siamo stufi di sentirci dire che noi del Pdl non siamo gente per bene. E’ da qui che nasce l’idea del Manifesto etico per un nuovo Pdl e la voglia di mettere nero su bianco delle regole da stabilire all’interno del partito per regolamentare la posizione di chi si trova alle prese con problemi giudiziari. Una forte volontà di cambiare, di segnare un cambio di rotta importante anche nel nostro partito che ha l’evidente necessità di recuperare credibilità soprattutto agli occhi dei nostri elettori che ci chiedono un segnale energico”.
C’è stato qualche avvenimento particolare che vi ha ispirati?
L’occasione: la nomina del nuovo segretario nazionale On. Angelino Alfano e l’intervento del Ministro Giorgia Meloni al Consiglio Nazionale. Una svolta importante che ci ha ridato entusiasmo e ci ha indicato un percorso. Per questo abbiamo colto al volo la sfida lanciata dal palco di Roma: il Partito degli Onesti questo noi siamo e vogliamo che la gente lo sappia. Vogliamo che i nostri elettori siano fieri ed orgogliosi dei loro rappresentanti soprattutto dentro le istituzioni. Intollerabile continuare sulla vecchia via, noi siamo gente che lavora che si impegna con e per la gente.
State raccogliendo molte adesioni? Il PDL finora è stato ultragarantista e l’iniziativa potrebbe far storcere il naso a chi non la comprende o non la vuol comprendere…
E’ stato semplice trovare da subito un gruppo consistente di persone che si riconosceva nel Partito degli Onesti, militanti ed amministratori che avevano voglia di lavorare in questa direzione, anche alla luce ed a seguito delle vicende giudiziarie che si sono abbattute sulla nostra regione. A partire dal coordinatore provinciale della Giovane Italia insieme al Presidente che hanno da subito condiviso il documento, ma ancora la responsabile provinciale delle Donne del Pdl, numerosi consiglieri comunali di tanti comuni del territorio, diversi consiglieri di circoscrizione, tutti, insieme, abbiamo sentito il desiderio di dare il buon esempio.
Una premessa però è fondamentale siamo e saremo sempre garantisti, però pensiamo anche che sia necessario dare un segnale nella direzione che ci chiedono anche i nostri elettori evitando candidature che potrebbero essere considerate “comode” di persone coinvolte in inchieste giudiziarie particolarmente importanti e/o condannate in primo grado per reati di particolare gravità.
Quali sono i valori che hanno ispirato la stesura del documento?
Nel documento vi è un richiamo forte alla Costituzione Italiana ed alla Carta dei Valori del Pdl, ma anche al ruolo della politica , quella fondata sui valori e non sugli interessi, come servizio al cittadino.
Nelle premesse anche un messaggio chiaro: fondamentale più che mai è rinsaldare un rapporto di fiducia con la gente che deve necessariamente passare dall’ascolto delle istanze e delle esigenze dei cittadini, perché troppo spesso chi fa politica, specialmente ad alti livelli, si dimentica che è la politica al servizio del cittadino e non viceversa. Noi non vogliamo la politica che si autoreferenzia, noi crediamo che l’impegno politico debba essere svolto con senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni..
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Per questo abbiamo stilato un documento, ancora migliorabile e modificabile per certi versi e da sottoporre all’attenzione degli organi dirigenti del partito, ma che in vista della prossima tornata elettorale, che specialmente alla Spezia ci vede impegnati nel rinnovo dell’amministrazione comunale e provinciale, può essere un valido strumento d’aiuto per darci delle regole.
Entriamo più nello specifico. Cosa prevede il vostro codice etico?
Questo documento prevede che per particolari reati (mafia, criminalità organizzata, corruzione e concussione, contro la libertà personale e comunque in genere reati di particolare gravità) i sottoscrittori si impegnano a : sospendere da incarichi di partito chi è stato oggetto di condanne anche solo di I grado; di rinunciare, in caso di conivolgimento in inchieste giudiziarie relative ai reati sopraelencati, e fino a richiesta di archiviazione, estinzione o definizione del giudizio di primo grado con assoluzione ad incarichi istituzionali elettivi quali ad esempio presidenti e vice presidenti di Commissioni parlamentari, regionali, provinciali e comunali, Presidenti e Vice presidenti di consiglio regionale, Provinciale e Comunale; a non candidare nelle liste del partito ed in ogni altro tipo di istituzione, e a non inserire nell’organico del partito, oltre a non indicare per incarichi in società pubbliche coloro i quali sono stati oggetto di sentenza di condanna penale anche solo di I grado.
In cosa credono i giovani amministratori e dirigenti del nostro partito oggi? Cosa li muove a porre in essere iniziative “forti” come questa?
Noi crediamo fortemente in un sistema che premi le persone che si impegnano e per garantire l’attuazione del principio meritocratico all’interno delle istituzioni anche nei ruoli politici, assicurando così l’accesso a tutti coloro che per volontà e capacità desiderano assolvere alla funzione pubblica della politica, abbiamo inserito due punti che prevedono di stabilire un limite oltre il quale non si possa più essere ricandidati nella stessa istituzione (ciò per consentire l’applicazione del principio dell’alternanza all’interno del partito di appartenenza) e riconoscere e promuovere le primarie per selezionare i candidati alle elezioni, quale utile strumento di allargamento della partecipazione allo stesso.
Il codice etico è la madre di tutte le soluzioni ai problemi che oggi interessano tutta la politica italiana?
Siamo coscienti che senza dubbio l’obiettivo che ci prefiggiamo non è per nulla facile, ma nello stesso tempo ci auguriamo che questo documento possa rappresentare un punto di partenza per lavorare in una nuova direzione, che è quella che ci chiedono gli elettori ed i cittadini, uno scrollone anche forte per cercare di dare un reale segnale di cambiamento.
Noi abbiamo un modo “sano” di intendere la politica: vogliamo che la gente ci conosca e riconosca all’interno del nostro partito per questo nostro modo integro di fare politica.
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