L’UNICO ANNIVERSARIO CHE CELEBREREMO E’ QUELLO DI UNA NUOVA ITALIA CHE VERRA’
Nel giorno dell’anniversario della nascita di Benito Amilcare Andrea Mussolini, suggestionati dall’improvviso spuntar come funghi di fascisti e mussoliniani del 2011, dediti a commemorare il Duce D’Italia con ogni sorta di pomposa manifestazione di “fedeltà alle idee”, ma soprattutto attraverso post su Facebook che in larga parte fanno soltanto sorridere, proviamo a fare qualche riflessione su chi oggi, con intenzioni più o meno serie, prova a definirsi fascista.
Innanzitutto il Duce è un personaggio consegnato alla storia, con i suoi meriti, i suoi errori clamorosi, le dispute fra storiografi.
Poi abbiamo le odierne camicie nere, verdi, o grigie, chiamatele come preferite, la sostanza non cambia. I neofascisti, figli d’una ideologia vecchia quasi settant’anni, ancora combattono, indiscriminatamente, destra, sinistra e centro (qualora in Italia ve ne fosse davvero uno), atteggiandosi a veri difensori della Patria. Baldi giovani, davvero, ricchi d’entusiasmo, e carichi di buone intenzioni. Un po’ lo stereotipo in chiave urbana e modernizzata (ma assolutamente meno seria) del milite della Decima Mas, pronto a donare la vita e, se necessario l’orgoglio, nel nome della nazione. Peccato però, che ad oggi, la vera guerra si combatta dietro le quinte, e che i nostri cari amici, lontani da ogni plausibile verità, figli d’una ideologia, veramente malintesa, ancora non abbiano inquadrato il vero nemico. Peggio per loro. O forse no, poiché certi atteggiamenti potrebbero finire per essere fraintesi da chi ancora sta tentando di farsi un’idea di cosa sia, e cosa rappresenti, la vera destra in Italia o la bella destra per citare Veneziani.
La destra non è fascismo. I valori della destra, quella vera, preesistono al fascismo, lo attraversano e lo superano. Un’ideologia si dice morta perché ha effettivamente perso la propria battaglia con la storia. Non che quell’ideologia sia sbagliata, non m’esprimo a riguardo, preferisco invece, evitando inutili digressioni che porterebbero al solito noiosissimo scontro fascio si fascio no, tenuto conto che la contrapposizione fascismo/antifascismo è una sterile riproposizione di schemi che portarono negli anni 70 tanti ragazzi a morire nelle piazze e nelle strade e oggi rimane nelle parole e nei fatti di qualche fricchettone da centro sociale o nel fascismo da tastiera che impera su internet Si potrebbe anche provare a considerare in maniera più saggia e pragmatica l’effettiva utilità di un partito neofascista oggi, ma non ne vediamo il senso.
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Si combatte per la libertà, ma non si è mai visto il volto del carceriere, ci si arrabbia per la crisi, ma non si conosce neppure il nome chi l’abbia effettivamente provocata, ma soprattutto, si combatte un nemico quando il vero nemico è il nulla. Avete letto bene, non si tratta di un errore di stampa, ho scritto proprio il nulla, nulla inteso come appassimento di ogni valore, appiattimento di ogni speranza, crollo di ogni orizzonte.
Fate largo al nulla che avanza. Sembra esser questo il nuovo slogan, che contro ogni logica, sta prendendo sempre più piede in occidente. Se una volta i fari che ci illuminavano erano Dio, Patria, Famiglia, negli ultimi quarant’anni, è stato tutto studiato, affinché Dio venisse rinnegato, la Patria dimenticata, e la famiglia abbattuta. Ecco quindi che i controvalori cominciano inesorabilmente a prender piede, ecco che la televisione comincia a sostituirsi al Divino, lo sbagliato al giusto, l’artificiale al naturale. Eccovi servito un piatto di prim’ordine, succulento sì, ma indigesto a lungo andare.
Poi magari ci siamo noi, fieri propositori della nostra storia, ma noi non serviamo capolavori culinari, ci accontentiamo di minestre calde, condite però, proprio di quei valori andati. Fermo restando che il superamento del neofascismo è stata una battaglia del nostro mondo giovanile e nessuno ci riporterà su barricate abbattute dalla storia.
Noi abbiamo radici profonde ben piantate, abbiamo conservato le idee mentre le ideologie morivano e abbiamo affilato le armi per annichilire il nichilismo, e continueremo a lavorare con queste idee e questi valori per dimostrarlo ampiamente che no, il nulla non vincerà, perchè lo combatteremo strenuamente. Noi, tutti insieme. E vi assicuriamo che non ci avrete mai: noi la storia vogliamo farla, non raccontarla, nè rimpiangerla, nè interpretarla.
L’unico anniversario che celebreremo è quello di una nuova Italia che verrà anche grazie a noi!
*Resp. Studenti medi – Giovane Italia di Acerra (NA)
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