DIALOGANDO CON PAOLO (BORSELLINO) – INTERVISTA IMMAGINARIA
Intervista immaginaria a Paolo Borsellino, nell’anniversario della sua morte.
di Vincenzo D’Ambra*
Illustre Magistrato Borsellino…
Fermi, fermi e qua iniziamo male, mi volete prendere per i fondelli…
Lei ha fatto tanto…
Ragazzi, solo il mio dovere. Parliamo a tu per tu, qui in Paradiso non sono più abituato, diciamo alla forma, e non fatemi dire tutto…e non fatemi fare il cattivo…che qui mi cacciano.
Chiamatemi Paolo.
Paolo la tua vita, le tue idee, il tuo esempio rappresentano per noi giovani la strada da seguire. Sei il nostro maestro. Ma oggi, ti chiediamo, è ancora possibile credere nei valori?
Beh, ragazzi devo ammettere che da quassù vi guardo e sono molto arrabbiato con voi. Credere non è una facoltà mentale. Credere nei valori poi, è un’attitudine, un modo d’essere. Più lotti per ciò che credi, più credi. Credere è la vostra lotta quotidiana per fare bella la vita. Come una donna di casa, lei pulisce tutti i giorni. Altrimenti la polvere si accumula …
Paolo sei stato un autentico meridionale, uomo che crede al riscatto della propria terra, pronto a scommetterci financo la vita. Ma la questione meridionale come si risolve?
Parliamoci chiaro. L’illegalità e l’immoralità trovano terreno fertile nell’ignoranza. E non parlo certo della mia Sicilia del dopoguerra dove a stento mangiavano; a scuola andavamo in pochi e non vi dico con quanti sacrifici… L’ignorante oggi puoi essere anche tu con tante lauree se hai paura. La paura ti blocca, non ti fa pensare, non ti fa agire, non ti fa combattere. Dissi, e vi ribadisco ancora, le mafie, sapete cosa intendo, il sistema mafia, non si combatte solo con gli arresti eccellenti…Serve una grande opera culturale per sconfiggere il cattivo… Ecco perche’ bisogna parlare, creare un humus, una coscienza sociale, un clima diffuso di legalità che sappia creare quel vaccino contro il rischio di malattia…in Italia ancora non è stato scoperto. L’Italia necessita di un’ etica della legalità. Il vertice, le istruzioni devono dare il buono esempio, ma la sfida si gioca in basso, specie tra voi giovani, voi che siete le giovani generazioni. Perchè se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
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Paolo hai tramutato il tuo amore per il diritto in un’esperienza di vita pervasiva e totalizzante.Ma la legalità è di destra o di sinistra?
La questione dirimente non è di che colore politico sia il concetto di legalità,quello che interessa e che se ne torni a parlare e non si faccia chiacchierio. Anche perchè il chiacchierio seve per avere consenso…Voi giovani che volete fare politica, e leggo nei vostri occhi, ora che vi guardo bene, la voglia di fare e trapelano sul vostro volto raggianti gli ideali e i sogni che portate nei cuori sappiate miei figliocci, costruire un comune destino fatto di valori e credenze condivise non può fare a meno dell’idea di legalità, dal momento che essa costituisce il terreno su cui edificare un futuro politico e civile diverso, rinnovato e di ampio respiro.
Paolo tu sei stato un uomo di coraggio, come lo fu il tuo caro amico Giovanni (Falcone). A proposito ce lo saluti?
Ragazzi, Giovanni non fuggì, la sua vita è stato un atto d’amore verso la terra che lo ha generato. Come lui anche voi dovete dare alla terra che vi ha generato le vostre forze morali, intellettuali e professionali. Dovete rendere migliore la nostra patria!!!
Ci avete lasciato una grande debito. Come possiamo pagarlo?
Addormentatevi stanchi e svegliatevi con la voglia di fare, lottare, amare. La libertà è una conquista ma poi la giustizia arriva…
Ti ringraziamo Paolo per ciò che sei, con te ci sentiamo più forti. Noi siamo come te non amiamo compromessi… anche a costo di subire solitudine e inimicizie. Sei l’eroe della nostra infanzia.
Tutte le comunità giovanili hanno in unico sentire quella voglia di legalità che superando ogni schieramento, è alla ricerca di un patto etico in grado di scacciare dalla politica coloro che sono eticamente inaccettabili.
Fare politica per noi è proprio fare come te: SERVIRE, SERVIRE, SERVIRE LA NOSTRA PATRIA FINO ALLA MORTE…
Anche noi come te vorremmo poter dire: ora ho fatto il mio dovere, posso anche morire. Se potessimo scegliere VORREMMO MORIRE COME LEI…
PERCHE’
CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO
CHI NON HA PAURA MUORE SOLO UNA VOLTA
IL 19/7/1992 ci separarono da PAOLO BORSELLINO e dagli agenti della sua scorta AGOSTINO CATALANO, EMANUELA LOI,VINCENZO LI MULI,WALTER EDDIE COSINA, CLAUDIO TRAIANA.
HANNO TENTATO DI ALLONTANARCI
NON CI SONO RIUSCITI!
*Giovane Italia – Afragola – (NA)
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