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Pubblicato il: ven, lug 2nd, 2010

Contro le Comunità Giovanili: liberali al servizio della casta ?

di Ulderico de Laurentiis*

<<Emendamento bipartisan per salvare “Radio Radicale” >>

Titolava così il Corriere della Sera del 22 ottobre 2009, in riferimento ad un emendamento alla Finanziaria sottoscritto da parlamentari di diversi schieramenti e volto a ri-assicurare la “convenzione” statale all’emittente di partito dei radicali, o più precisamente della Lista Pannella. Presenti alla conferenza stampa, oltre ai vertici di Radicali Italiani, il radicale di centrodestra e parlamentare del PdL, Benedetto Della Vedova.
Esattamente così cari amici !!! Si tratta proprio dell’antistatalista, liberale, liberista, eutanasista, abortista, nonviolento (ecc. ecc.) che in un articolo pubblicato sul Secolo D’Italia (divenuto oramai organo di eutanasia di qualsiasi pensiero di destra) e ripreso da Generazione Italia di Bocchino, attacca la legge di iniziativa governativa presentata dal Ministro della Gioventù on. Giorgia Meloni, dal titolo “Norme in materia di riconoscimento e sostegno alle comunità giovanili”, tacciandola di essere un provvedimento troppo para-statalizzante, anti liberale e magari anche un po’ dirigista.
Ma per meglio comprendere l’ironia dei fatti torniamo per un attimo a Radio Radicale: cosa significava nello specifico “salvarla” ?
Radio Radicale riceve ogni anno un finanziamento pubblico di 8,33 milioni di euro per la convenzione con lo Stato per la trasmissione delle sedute del Parlamento, e 4 milioni 431 mila euro dai fondi per l’editoria in quanto organo della Lista Marco Pannella. Nell’agosto 2008 Radio Radicale è stata l’unica emittente esclusa dal ridimensionamento dei fondi pubblici per l’editoria in quanto impresa radiofonica privata che ha svolto attività di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 230”. (Fonte Wikipedia)
In sostanza la radio di partito dei radicali (il vero partito del compagno Della Vedova, temporaneamente eletto nel PDL così come altri pannelliani sono temporaneamente eletti nel PD) campa, cresce e pasce, non grazie alla sua capacità di muoversi nel libero mercato, ma per effetto dei finanziamenti statali tanto odiati dal parlamentare succitato, che in nome del liberismo – liberale li vuole negare alle Comunità di Giovani.
Comunità giovanili che nel nulla che avanza delle metropoli e delle periferie Italiane, spesso pongono in essere (con estrema scarsità di mezzi) delle iniziative che magari si differenziano dallo spinello libero ed altre amenità del genere, ma sono molto più simili alla bella esperienza della palestra di judo di Pino Maddaloni nel quartiere difficile, se non impossibile, di Scampia a Napoli.
Eh no ! Questo no però ! Aiutare tali realtà sarebbe statalismo o para-statalismo secondo Della Vedova, qualcosa di troppo simile alla sinistra o ad un concetto vetusto di destra che non fa assolutamente figo alla Dave Cameron !!!
Nonostante tutto, quella del parlamentare di Generazione Italia sarebbe anche una posizione rispettabile e legittima (nonostante non ci trovi d’accordo), se non fosse che poi il compagno liberale si ritrovi in prima linea quando il finanziamento statale si tratta di portarlo a casa propria, in nome non solo degli aiuti all’editoria (a cui attingono un po’ tutti gli organi di partito, Secolo D’Italia compreso), ma di una vera e propria convenzione con lo Stato per un servizio pubblico, affidato ad un’emittente politica e partitica che si arroga tale servizio con soldi nostri, derivanti dalle nostre tasse, senza peraltro aver mai vinto un concorso, una gara di affidamento o qualcosa di simile.
In aggiunta, facciamo notare con le parole del senatore del PdL Alessio Butti, che “nel momento in cui la Rai, nel rispetto della Legge Mammì, e precisamente dal 2 febbraio 1998, ha iniziato a trasmettere le sedute parlamentari e i relativi approfondimenti attraverso GR Parlamento, Radio Radicale ha perso la sua peculiarità ed indispensabilità.”
Pertanto l’on. Della Vedova quando difende la pioggia di milioni di euro di finanziamenti statali alla Radio Pannelliana difende l’indifendibile, e denota tutta l’incoerenza di chi si professa liberista e liberale ad intermittenza, senza nemmeno discernere tra assistenzialismo, incentivi e sussidiarietà.
Essere liberali per affossare le Comunità Giovanili e invece statalisti per “salvare” Radio Radicale, significa lanciare involontariamente un messaggio che può essere facilmente oggetto di strumentalizzazione politica: quello che il Parlamento sia sempre pronto a scendere in campo per difendere gli interessi della Casta, mentre invece con la scusa delle ideologie economiche, si prodiga attivamente per contrastare interventi a favore delle nuove generazioni.
In conclusione, caro onorevole, chiedendole intanto di tornare a riflettere sul concetto di Comunità Giovanili, magari senza alcuna lente ideologico-economica, ma sulla scorta delle tante esperienze di riscatto dal degrado urbano e sociale che spesso queste stanno a rappresentare, rubiamo una battuta al Principe Antonio De Curtis e le chiediamo salutandola: “Onorè, siamo uomini o liberali ?”

 

* dirigente nazionale Giovane Italia

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  1. [...] della Vedova, pubblicato sul sito di Generazione Italia. Subito dopo leggetevi questo interessante post di Ulderico de [...]

  2. [...] eravamo già occupati qui nei giorni scorsi della coerenza di chi come Benedetto della Vedova, sul sito della bocchiniana [...]

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