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Pubblicato il: gio, lug 1st, 2010

Cattivi Pensieri| Molte idee, tutte confuse

di Jackal

 

Adesso è tutto chiaro. Ammettiamo la nostra sconfitta. Vorremmo tutti che l’Unità, il Manifesto, il Riformista e il Fatto Quotidiano parlassero di noi. Fa tanto figo, sarebbe un toccasana per il nostro atavico complesso d’inferiorità. Vuoi mettere essere invitati a Ballarò, Anno Zero, tutte le mattine a Omnibus, persino alla Domenica Sportiva? Come avranno fatto? Eppure era così semplice, perché non ci abbiamo pensato prima? Basta dire sempre ciò che mai si è pensato e leggere ogni mattina le dichiarazioni del Berlusca e scrivere un bel pezzo contro.

E’ facile passare da fascisti molto immaginari a iperlaici pensatori citati dalla gauche modaiola e a corto di idee di casa nostra: basta ribaltare la regola aurea del giornalismo e scrivere per i critici anziché per i lettori, dimenticare di dover vendere copie e sperare che i “compagni” parlino di noi nelle loro rassegne stampa. L’uovo di Colombo.

Berlusconi va a pranzo con Sarkozy? Il nostro idolo diventi Cameron. Il PdL? Boh, non c’ero, se c’ero non ho visto niente, se ho visto qualcosa, non ho sentito nulla… Inquisiscono un Ministro? Facce contrite e giù a chiedere norme più severe, però non sempre: a orologeria, solo quando la misura dell’antipatia personale è colma. Qualche critica a Comunione e Liberazione, qualche ammiccamento a Di Pietro, qualche capatina sulla Ikarus II di Massimo D’Alema, due o tre insulti a Vittorio Feltri e dire qualcosa di destra diventerà persino superfluo:sua maestà la recensione di Concita De Gregorio piomberà su di noi come una benedizione.

Credevamo di aver detto tutto sulla destra moderna qualche decennio fa, quando parlavamo di “logica del superamento”, quando facevamo i convegni con gli antifascisti all’Università, quando spegnevamo il fuoco della violenza politica, mentre altri mettevano il tanto vituperato “Capo” sulle magliette e predicavano improbabili evoluzioni del Fascismo nel nuovo Millennio; credevamo, sbagliando, che la grande svolta, la piccola svolta, la svoltina avessero detto tutto sul desiderio di cambiamento della destra politica in Italia. Che illusi! Mancava ancora qualcosa, mancava la metamorfosi defi nitiva, mancava l’identità “a geometria variabile”, riedizione audace delle convergenze parallele di Aldo Moro: basta dire ciò che piace alla consorteria giornalisticoculturale che da decenni occupa le pagine dei giornali e si fi nisce in prima pagina e in prima serata. A pensarci bene sarebbe una strategia neo-berlusconiana, ma non diciamolo forte: i nostri eroi, i nostri Capitan Futuro, potrebbero crederci e finire di nuovo nell’oblio per assenza di “polemos”.

Ci sorge un dubbio: vuoi vedere che se poi diventiamo pericolosi Concita non ci recensisce più?

 

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