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Pubblicato il: mar, giu 22nd, 2010

PDL: Coltivare le buone energie per costruire il futuro

di Silvia Silvestri 

 

 

La dialettica interna ai partiti, che soprattutto negli ultimi anni sta assumendo spesso connotati patologici, è la risultante di una serie di spinte. Nel nostro paese, fondato su una cultura centenaria di pluripartismo, abbiamo innanzi tutto assistito alla nascita, a tappe forzate e con una scarsa metabolizzazione, di grandi aggregazioni politiche che vedono convivere al proprio interno idee, storie, appartenenze molto diverse, talvolta sideralmente lontane, tra loro: la strada dell’“all together”, lungi dall’eliminarle, si limita semplicemente a spostare all’interno dell’unico grande contenitore partito tutte quelle confl ittualità che prima erano vissute in una dimensione interpartitica. 

L’altro elemento che ha rappresentato un moltiplicatore di confl itti è dato dal susseguirsi di leggi elettorali che sempre più hanno concentrato nelle mani dei vertici dei partiti le scelte degli eletti, con una scarsa, talvolta inesistente, possibilità per le realtà politiche territoriali di poter incidere negli assetti e con una ancor minore possibilità di scelta da parte degli elettori, non potendosi ritenere bastevole il fragile sistema all’ italiana delle primarie.Queste due variabili, le principali direi, hanno creato un corto circuito all’interno dei partiti, facendone il luogo sempre più del confl itto e con sempre maggiore diffi coltà, quello dellasintesi e della compensazione. Il tema della democrazia interna alle strutture partito sarà il grande tema dei prossimi anni, sarà l’argomento più ingombrante nel dibattito politico e quello a cui i cittadini elettori sempre più presteranno attenzione.  Le formazioni politiche che hanno l’aspirazione di progettare e costruire il futuro saranno tanto più forti quanto prima si attrezzeranno a dare risposta a queste esigenze: non basta essere massimamente inclusivi nella possibilità di adesione se poi non si da voce e una reale e concreta possibilità di incidere a tutte le buone energie che si attraggono. 

Il coinvolgimento dal basso, la condivisione e soprattutto la responsabilizzazione nellescelte, rappresentano un formidabile collante,capace di unire le persone nel fare, capace di formare una classe dirigente chiamata a scegliere, a decidere e a rispondere deirisultati. Si commetterebbe un madornale errore nel pensare che il buon vento delle vittorie elettorali possa bastare per sempre a condurci in porto. 

 

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