64 views
Pubblicato il: lun, mar 1st, 2010

Siamo alle “coliche” finali ?

di Ulderico de Laurentiis

Mentre scriviamo si producono avvenimenti paradossali, inauditi e profondamente sconfortanti.  La lista del PdL per le regionali del Lazio, nel collegio provinciale di Roma, è esclusa dalla corsa perchè presentata in ritardo.  La lista di Formigoni alla regione Lombardia è stata respinta per irregolarità nella raccolta, autentica ed apposizione delle firme a sostegno.  Quanto accaduto nella corsa per la Regione Lazio, sta facendo fioccare (almeno sui media) lo scambio di accuse tra gli “ex” di AN e di Forza Italia, in quello che sembra sempre meno un partito unitario e sempre di più una sorta di “Ulivo” di centrodestra, mal gestito  e con le sembianze di un mostro a tre teste (quelle dei coordinatori La Russa, Verdini, Bondi).

Teste che qualcuno, un giorno si e l’altro pure, vorrebbe tagliare. Come se la soluzione ai problemi che stiamo vivendo sia tutta lì, nella defenestrazione dei vertici, nell’azzeramento delle cariche di partito,  seguito magari da un bel rimpasto di governo nel periodo post-regionali.

Eppure il problema non può essere solo di nomine e incarichi, se sui giornali si legge sempre meno dei distinguo Fini-Berlusconi e sempre più delle differenze che emergono tra Alleanza Nazionale e Forza Italia. Nella comunicazione i termini adottati sono sempre importanti, perchè portano con se un bagaglio cognitivo ”caratterizzante” e non si può fare a meno di notare che i nomi dei due maggiori partiti confluiti nel Popolo della Libertà, sono tornati alla ribalta più che mai, come se il congresso del 2009 non ci fosse ancora stato e i problemi sempre più pressanti ci stessero risucchiando in una sorta di re-wind che ci porta fino alla famosa esternazione finiana delle “comiche finali”. Fatto sta che dopo quell’uscita ci fu il “predellino” e di veramente comico probabilmente ci fu solo l’improvvisa retromarcia di qualcuno, con il repentino abbandono del progetto “Alleanza per l’Italia” e l’inizio di un’avventura che ci ha portati sin qui.

A dire il vero un’alternativa linguistica ci sarebbe. Forse potremmo dire che siamo alle ”Coliche” finali, visto che sia Il Giornale che l’Unità annunciano la nascita di un correntone “malpancista” all’interno del PDL, come se non bastassero già le decine di fondazioni e associazioni (compresa la nostra), messe su in maggioranza dagli ex AN oltre che i vari club, circoli e promotori della libertà di respiro ex azzurro a segmentare il quadro.

Il malcontento è evidente, i problemi fioccano e i guai (vedi liste respinte in Lazio e Lombardia) arrivano quotidianamente. Da più parti si levano i commenti della base e non pochi sono sull’onda di “aridatece AN” oppure “rifacciamo Forza Italia” ed è per questo che come nelle migliori famiglie abbiamo deciso di parlarne, di lanciare il dibattito prima che sia troppo tardi, prima che il divorzio possa sembrare inevitabile mentre invece è evitabilissimo se usiamo in pari misura mente e cuore, tralasciando la pancia.

Iniziamo quindi dal sondaggio che trovate qui sotto e sulla home del sito… Buon voto e buona discussione !

Ad un anno dalla sua fondazione, qual'è il tuo giudizio sul Popolo della Libertà ?

  • Sarebbe stato meglio mettere su una Federazione di Partiti del Centrodestra (34%, 110 Votes)
  • E' stato un errore sciogliere AN e FI facendole confluire in un partito unitario... senza se e senza ma ! (30%, 95 Votes)
  • E' stata una grande intuizione che ha visto nascere un grande partito. IL PdL ha bisogno solo di organizzarsi meglio (25%, 79 Votes)
  • E' troppo presto per esprimere un giudizio, il partito è ancora da costruire (11%, 38 Votes)

Total Voters: 322

Loading ... Loading ...

Displaying 4 Commenti
Have Your Say
  1. Massimo scrive:

    Finché sulla scena politica ci sarà Silvio, la destra italiana avrà un bel da fare per costituire un vero partito (o movimento) politico, nel senso vero del termine.

  2. Francesco scrive:

    Quoto Massimo in pieno

  3. mario scrive:

    Berlusconi e Minzolini intercettati: qual è il reato? Chi è il concusso? Si stupiscono i salsettoni di sinistra delle posizioni del Tg1… e glissano sul bolscevico Tg3… Tanta mortadella innazi agli occhi di questi signori e dei diversi togati dalle scapole rosse che o non conoscono le leggi, o vogliono mettere in atto una strisciante rivoluzione. Ai danni del popolo sovrano e della Costituzione. Perchè, lor signori non parlano forse con i giornalisti? Lor signori non consegnano gli atti, anche talune volte segregati, alla stampa per la pubblicazione…. Quindi, di cosa stiamo parlando?

  4. mario scrive:

    Giornalisti impegnati in politica? Tutti al mare per un bagno rinfrescante di idee che, si spera, vivifichino la corporazione. Perché il risultato delle elezioni regionali, alla fine, bacchetta in primo luogo il giornalismo strillato e straparlato che si è sostituito alla politica divenendo esso stesso politica. Abbiamo assistito durante la campagna elettorale alla trasformazione del ruolo del giornalista: dal cronista che racconta la notizia a protagonista del pensiero politico. Una invasione di campo, una sostituzione dei ruoli che il cittadino elettore non ha capito. Perché il giornalista è bravo se racconta il fatto, non se diventa esso stesso “fatto”. In soldoni “diritto di cronaca” e “diritto di critica” praticamente sanciti da leggi e deontologia e nulla più. Invece, sbandierando diritti negati, soprusi mediatici e manfrine varie, il giornalista è divenuto “casus belli” della campagna elettorale, non avendone però cifra tecnica, caratura tattica, corsa sul campo. Quante trasmissioni fai da te in televisione, quanti fondi in prima pagina, quanti commenti e lettere hanno okkupato (con la doppia kappa) giornali e riviste in questi giorni. Tutti all’unisono, tutti saccenti e docenti, tutti certi del proprio incontrastabile pensiero, contro qualcuno e contro qualcosa. Domenica e lunedì, alla fine, si è tenuto anche un referendum su questa tipologia giornalistica che i cittadini elettori hanno bocciato, cassando irrimediabilmente esperienze settarie organizzate in determinati luoghi, in determinate città blindate al fine di carpire l’attenzione di chi non c’è e guarda, o ascolta, da lontano. Convention che hanno un sapore americano, ma che lo scafato cittadino elettore non ha capito e rigettato, fatto eccezione per i “galoppini” che hanno avuto lo specifico compito di incensare i media parlando di grande successo, di rivoluzione catodica e castronerie del genere. E così, contro la macchina mediatica che ha tentato di sostituirsi alla politica (per fortuna non tutti i giornalisti hanno adottato il sistema), oggi si registrano vincitori e vinti in politica, ma anche uno sconfitto: il giornalismo, come abbiamo già scritto prima, strillato e straparlato. Di cui non fa parte il collega che qualche giorno fa mi ha ricordato come viva di stenti, dovendo andare avanti con appena 5 euro a “pezzo”. Non credo che i giornalisti che militarmente si sono impegnati in campagna elettorale guadagnino 5 euro a trasmissione… Anche questa è una sconfitta!

Lascia un commento

You must be Logged in to post comment.