La sfida delle regioni
di Silvia Silvestri
Come ribadito anche alla presentazione delle candidate alla Presidenza di quattro delle tredici Regioni che andranno a elezioni il prossimo 28 e 29 marzo, la prossima tornata elettorale avrà una valenza di carattere nazionale rappresentando un banco di prova di medio termine sia per il Pdl che per i nostri avversari. Lo slogan “più infrastrutture, meno tasse, meno code” è, nella sua semplicità, un messaggio estremamente importante che pone il cittadino, fruitore di servizi, in primo piano rispetto alla macchina burocratica lenta e asfissiante che fino a oggi ha condizionato la vita di molti italiani.
Il sistema Regione deve andare incontro alle esigenze dei propri abitanti snellendone le problematiche e facilitando la soluzione dei loro problemi e le risposte alle loro richieste.Lo statalismo centralizzato e dirigista caro alla sinistra è un modello ormai sorpassato e che mal si inserisce nello scenario di un’Europa che corre avanti. Le Regioni devono sviluppare al proprio interno quelle che sono le caratteristiche che le contraddistinguono e che rendono ogni parte del nostro Paese unica. I cittadini devono radicarsi in questo territorio perché solo così si fa muro contro l’immigrazione che rischia, quando inserita in un territorio debole, di cadere facilmente in mano alla criminalità organizzata andando a ingrossarne le fila. Ridare alle Regioni i propri valori di unicità e favorire il sentimento di appartenenza non può che creare un circolo virtuoso nel quale chiunque vada a integrarsi può trovare facilmente la propria collocazione.
Ma per fare questo si devono mantenere dei capisaldi come la casa, la vivibilità dell’ambiente che ci circonda, la valorizzazione del territorio.
In molte Regioni non esiste un piano casa. Spesso questo comporta il lievitare oltre misura dei prezzi al metro quadro degli alloggi, l’aumento spropositato dei canoni di affitto che difficilmente possono essere sopportati da una famiglia magari monoreddito. In alcuni casi, come i più recenti e tragici, si vedono famiglie che vivono in condizioni talmente al limite della decenza da domandarsi come si possa arrivare a una situazione di tale degrado senza che nessuno intervenga. Di queste famiglie magari ci accorgiamo solo quando la casa crolla e dei bambini perdono la vita.
L’ambiente che ci circonda non è meno importante. Vediamo in questi giorni che cosa sta succedendo in alcune cittadine del sud Italia dove la natura si ribella, su quelle montagne che stanno crollando e che stanno trascinando a valle case e attività commerciali non c’era più nemmeno un albero e su questo dobbiamo vigilare se non vogliamo andare incontro a catastrofi naturali e sociali sempre più frequenti.
Semplificare la vita dei cittadini con meno burocrazia e leggi più snelle e semplici. E per questo anche più facili da rispettare. Regimi fiscali più leggeri e servizi migliori.
Difendere la scelta di non far pagare l’Ici sulla prima casa è una scelta di civiltà e che risponde a quella logica, precedentemente accennata, di far radicare le persone sul territorio attraverso la casa che è un bene primario a tutti gli effetti. Rendere la burocrazia più leggera per favorire chi vuole intraprendere nuove imprese. La Regione, con i propri maggiorati poteri, non deve diventare l’ennesima struttura elefantiaca, moltiplicatrice di costi e di spese, ma quel volano capace di coniugare identità, amore e difesa del proprio territorio, rappresentanza vicina al cittadino e risposta ai bisogni primari delle persone:la nostra sfida per cambiare il Paese passa anche da qui. Come ribadito anche alla presentazione delle candidate alla Presidenza di quattro delle tredici Regioni che andranno a elezioni il prossimo 28 e 29 marzo, la prossima tornata elettorale avrà una valenza di carattere nazionale rappresentando un banco di prova di medio termine sia per il Pdl che per i nostriavversari.Lo slogan “più infrastrutture, meno tasse, meno code” è, nella sua semplicità, un messaggio estremamente importante che pone il cittadino, fruitore di servizi, in primo piano rispetto alla macchina burocratica lenta e asfissiante che fino a oggi ha condizionato la vita di molti italiani.Il sistema Regione deve andare incontro alle esigenze dei propri abitanti snellendone le problematiche e facilitando la soluzione dei loro problemie le risposte alle loro richieste.Lo statalismo centralizzato e dirigista caro alla sinistra è un modello ormai sorpassato e che mal si inserisce nello scenario di un’Europa che corre avanti. Le Regioni devono sviluppare al proprio interno quelle che sono le caratteristiche che le contraddistinguono e che rendono ogni parte del nostro Paese unica. I cittadini devono radicarsi in questo territorio perché solo così si fa muro contro l’immigrazione cherischia, quando inserita in un territorio debole, di cadere facilmente in mano alla criminalità organizzata andando a ingrossarne le fila. Ridare alle Regioni i propri valori di unicità e favorire il sentimento di appartenenza non può che creare un circolo virtuoso nel quale chiunque vada a integrarsipuò trovare facilmente la propria collocazione.Ma per fare questo si devono mantenere dei capisaldi come la casa, la vivibilità dell’ambiente che ci circonda, la valorizzazione del territorio.In molte Regioni non esiste un piano casa. Spesso questo comporta il lievitare oltre misura dei prezzi al metro quadro degli alloggi, l’aumento spropositato dei canoni di affitto che difficilmente possono essere sopportati da una famiglia magari monoreddito. In alcuni casi, come i più recenti e tragici, si vedonofamiglie che vivono in condizioni talmente al limite della decenza da domandarsi come si possa arrivare a una situazione di tale degrado senza che nessuno intervenga. Di queste famiglie magari ci accorgiamo solo quando la casa crolla e dei bambini perdono la vita.L’ambiente che ci circonda non è meno importante. Vediamo in questi giorni che cosa sta succedendo in alcune cittadine del sud Italia dove la natura si ribella, su quelle montagne che stanno crollando e che stanno trascinando a valle case e attività commerciali non c’era più nemmeno un albero e su questodobbiamo vigilare se non vogliamo andare incontro a catastrofi naturali e sociali sempre più frequenti. Semplificare la vita dei cittadini con meno burocrazia e leggi più snelle e semplici. E per questo anche più facili da rispettare. Regimi fiscali più leggeri e servizi migliori.Difendere la scelta di non far pagare l’Ici sulla prima casa è una scelta di civiltà e che risponde a quella logica, precedentemente accennata, di far radicare le persone sul territorio attraverso la casa che è un bene primario a tutti gli effetti. Rendere la burocrazia più leggera per favorire chi vuole intraprendere nuove imprese. La Regione, con i propri maggiorati poteri, non deve diventare l’ennesima struttura elefantiaca, moltiplicatrice dicosti e di spese, ma quel volano capace di coniugare identità, amore e difesa del proprio territorio, rappresentanza vicina al cittadino e risposta ai bisogni primari delle persone:la nostra sfida per cambiare il Paese passa anche da qui.










